Il saltatore russo Shubenkov dichiara il suo sdegno per l’espulsione dai mondiali di Rio

Pubblicato il autore: Daniela Segui

ShubenkovSergei Shubenkov, ostacolista, campione del mondo dei 110, atleta russo coinvolto suo malgrado nella storia del doping che ha colpito l’intera nazione, ha dichiarato la sua indignazione per quanto successo. Espulso a causa di “errori commessi da altri” si ritrova punito a suo dire “ingiustamente” e impedito di partecipare a uno dei sogni più ambiti per un atleta: I mondiali. In fondo lo sportivo, dato che  a detta sua non c’entra niente con il doping, spera sempre di essere reintegrato e di partire per Rio de Janeiro come saltatore in questa estate 2016. Le sue dichiarazioni di sdegno, ma anche polemica, sono apparse pochi giorni fa sulla Gazzetta dello sport:””Per essere onesti, c’è molto doping tra gli atleti Russi. Loro stessi hanno fornito il bastone per farsi bastonare  e da un certo punto di vista, è colpa nostra.- prosegue- egoisticamente trovo però ingiusta la sospensione che molte persone anche vicino a me approvano,considerandola necessaria per lo sport. Quel che succede qui da noi è peggio di quanto accade negli Stati Uniti o in Giamaica. questa cosa mi fa impazzire”- dopodichè continua in tono più severo-Tutti erano coscienti, ma ho cercato di rimanere al mio posto. Dicevo buongiorno a tutti. E’ vero, porto la stessa maglia di chi imbrogliava, ma non si tratta di sport collettivo e sono molto indipendente. Comunico davvero solo col mio allenatore con cui condivido spesso pure la camera (…). In seguito Shubenkov attacca anche gli altri paesi, affermando:”Ci sono stati tanti scandali, in America, in Giamaica. In Italia hanno sospeso 26 atleti, ma non i loro allenatori, non i dirigenti. Non il paese intero. Sospendere un paese intero è terribile per chi non si dopa. Si può immaginare di impedire a Bolt di gareggiare a causa di altri suoi connazionali positivi?- conclude- Sono ottimista, spero ancora di potere andare a Rio ed evitare quel che è successo a mia madre che fu privata dei Giochi nel 1984 per il boicottaggio”.  Alla Russia, ricordiamolo, a causa degli episodi di doping che hanno coinvolto l’intero Stato, è stato momentaneamente proibito di partecipare ai prossimi mondiali di Rio. La cosa ha sconvolto tutta la nazione e in tanti, compreso lo stesso presidente Vladimir Putin, hanno espresso il proprio disappunto dichiarando che, per errore di pochi, non si possono punire tutti, anche se in effetti il doping riguardava l’ intero stato. Lo scandalo coinvolse persino i servizi segreti che, stando alle indagini, sapevano quello che stava succedendo, ma hanno preferito “appoggiare” la cosa. Come si può immaginare, il divieto di andare ai mondiali, ha sconvolto non solo i tifosi ma anche e soprattutto gli sportivi: in tanti altri, proprio come Shubenkov, hanno dichiarato di non avere nulla a che fare con lo scandalo, di essersi comportati sempre onestamente ma che nonostante questo hanno subito, con la squalifica, una punizione a dir poco ingiusta. Certo non è ancora detto l’ ultima parola, e le indagini sono tutt’oggi in corso: gli atleti potrebbero essere ancora riammessi ai mondiali di Rio se si prova l’ innocenza di almeno la maggio parte di essi, come loro stessi dichiarano. Mancano ancora cinque mesi, tutto può succedere: staremo a vedere cosa ancora potrà succedere.

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