Tamberi-Fassinotti: grandissima Italia nel salto in alto

Pubblicato il autore: Matteo Monaco Segui

LONDON, ENGLAND - JULY 24: Gianmarco Tamberi of Italy celebrates during the Mens High Jump on day one of the Sainsbury's Anniversary Games at The Stadium - Queen Elizabeth Olympic Park on July 24, 2015 in London, England. (Photo by Jamie McDonald/Getty Images)

La festa del salto in alto andata in scena quest’oggi a Banska Bystrica è terminata con il successo di Doreen Amata in campo femminile e di Gianmarco Tamberi in campo maschile.

LA GARA MASCHILE. Grandissima Italia nel primo dei tre importanti appuntamenti che vedranno contrapposti i più grandi saltatori degli ultimi anni. Nonostante mancassero i tre atleti più forti, Barshim, Ukhov e Bondarenko la gara vedeva alcuni dei più forti rappresentanti della specialità: dal bronzo olimpico Grabarz al sempre temibile Baba, passando per il bahamense Thomas e il greco Baniotis. Si sono dvuti arrendere tutti allo strapotere italiano: primo Gianmarco Tamberi, 2m35, primato italiano e record mondiale dell’anno. Al secondo posto l’altro azzurro Marco Fassinotti, 2m35 anche per lui, ma alla seconda prova. La gara è stata entusiasmante con Tamberi che ha rischiato l’eliminazione a 2m33 mentre in testa si trovava Donald Thomas, l’unico riuscito a saltare la misura senza errori. Fassinotti è riuscito nell’impresa al secondo tentativo, imitato da Tamberi capace di un 2m33 altissimo al terzo tentativo. La gara del terzo azzurro in gara, Chesani, era già finita a quota 2m24, record stagionale e ritorno alle gare dopo il lungo stop per infortunio. A quota 2m35 si presentano in 4: Tamberi va su e supera l’asticella al primo tentativo, Fassinotti sbaglia la rincorsa del primo salto ma rimedia col secondo, con un salto fluido e lucido come pochi se ne sono visti negli ultimi anni. Thomas e Garbaz sono costretti ad alzare la bandiera bianca, invalicabile per loro quell’asticella. Si sale a 2m37, il primo a saltare è Fassinotti, che non ci prova nemmeno. Poi è il turno di Tamberi, a vuoto anche lui. La tensione è alta tra i due azzurri che poco si amano, una bella rivalità, come in tempi ciclismi si ricorda solo nel ciclismo con il duo Basso-Cunego. Il secondo tentativo va ancora a vuoto. È il turno di Fassinotti per l’ultimo salto: schienata e vittoria per Tamberi che vuole comunque onorare la gara e fa alzare l’asticella a quota 2m40, quota monstre. Il risultato non è dei migliori ma non è questo che conta: l’Italia dell’alto c’è e Tamberi e Fassinotti fanno capire di non temere nessuno.

LA GARA FEMMINILE. Priva di nomi altisonanti e di primissimo livello, la gara femminile si è conclusa con una misura abbastanza modesta: 1m93 per la vincitrice, la ventottenne nigeriana Doreen Amata che è riuscita a sconfiggere la concorrenza della svedese Sofie Skoog, classe 1990, figlia della grandissima tradizione scandinava, ferma a 1m91. Con la stessa misura è finita al terzo posto Michaela Hruba ma con due errori in più nell’ultima tornata di salti.

Le prime otto sono andate avanti senza nessun errore fino a quota 1m85. Poi la gara è salita di livello è ha fatto la prima selezione. Rimane fuori a 1m88 Iryna Heraschenko, mentre le altre passano alla quota successiva di 1m91. Sembrava quindi che la gara potesse salire di livello ma appena superato il metro e novanta la gara si è spenta di colpo con ben quattro atlete che commettono tre errori: la britannica Pooley, l’atleta di Santa Lucia Levern Spencer (incredibile quanto l’atletica si dimostri sempre lo sport con il maggior numero di nazioni rappresentate) e due diciannovenni di belle speranze, l’ucraina Levchenko e l’altra britannica Lake. A quota 1m93 rimangono in due: la vincitrice nigeriana e la svedese Skoog che commette però tre errori ed è eliminata. A nulla sono valsi i tre tentativi della Amata per superare quota 1m98: ormai scarica e sicura del successo non ha fatto nessun salto degno di nota.

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