Atletica, parla Giomi: “La Russia fuori dai Giochi di Rio. E Schwazer sta tornando quello del 2008”

Pubblicato il autore: Lorenzo Matricardi Segui

Giomi

Dichiarazioni che pesano come un macigno quelle rilasciate da Alfio Giomi, numero uno dell’atletica italiana, in merito all’acceso dibattito riguardante il possibile ritorno dell’atletica russa nel circuito internazionale in vista dei tanto attesi Giochi di Rio. Il presidente della Fidal ha infatti dichiarato: “Da quello che sappiamo e vediamo non mi pare ci siano le condizioni per un loro rientro”. Il riferimento è ovviamente all’annosa questione doping scatenatasi negli ultimi mesi e che ha investito gran parte del mondo dello sport russo. La decisione finale sarà presa dal council della Iaaf con voto democratico e, tra i partecipanti al voto c’è anche l’italiana Anna Riccardi, che ha recentemente dichiarato: “La strada da percorrere ci sembra più lunga di quella che si pensa debba essere”. Giomi ha inoltre proseguito nella sua decisa polemica contro il reintegro della Russia in vista dei Mondiali di atletica esclamando: “Che la questione non si esaurisca con l’atletica è il segreto di Pulcinella e c’è chi ha fatto finta di non vederlo. Il doping è un problema che riguarda tutto lo sport. L’atletica ha il torto di averlo contrastato con più forza perché quanto fatto dall’atletica non lo hanno fatto tutti”.

Parole che dimostrano tra l’altro grande fiducia nei confronti della nuova Iaaf di Sebastian Coe. Va però sottolineato che la decisione in merito alla squalifica della federazione russa dal circuito internazionale dell’atletica è scaturita dall’esito del lavoro della commissione indipendente Wada, nata proprio in seguito alle inchieste giornalistiche degli ultimi mesi (in particolare di quella dell’emittente televisiva tedesca Ard). Dopo la presa di posizione nei confronti della Russia, Giomi ha speso parole al miele in merito al momento felice dell’atletica italiana, cominciato con l’oro di Tamberi nel salto con l’asta indoor e terminato con la sentenza di primo grado sull’affare delle reperibilità che ha fatto uscire molti atleti dall’incubo di una squalifica. Giomi ha infatti esclamato: “Nel rispetto dei ruoli siamo contenti che la sentenza abbia confermato quanto abbiamo sempre detto, che l’atletica italiana non ha nulla a che fare con il doping”.

Inevitabile poi un commento su Alex Schwazer, al quale ormai resta solamente un mese da scontare della squalifica per doping e che ha come obiettivo il mondiale che inizierà l’8 maggio: “A Schwazer diamo il giusto peso in relazione alle tantissime cose che facciamo e a tutti i successi di questo momento aggiungerei l’aumento di tesserati, dai 180mila del 2012 al dato di oggi di 215mila. Di Schwazer abbiamo visto un allenamento sul percorso dove si muove abitualmente e i risultati sono quelli di un atleta che dimostra di essere sulla strada per tornare a essere quello che ha vinto l’oro nel 2008. Naturalmente sarà la strada a dire se questa è anche la realtà, per lui come per i giovani meno conosciuti che sono sulla strada per rinverdire la tradizione della marcia italiana. In questo momento l’impegno più grande è prepararsi al meglio per Rio. Poi ognuno può avere i suoi sentimenti personali che appartengono alla sfera personale e privata. Noi non abbiamo nessun ruolo in questo senso”. Infine Giomi ha rilasciato un commento su Giuseppe Fischetto, delegato della Iaaf per la coppa del mondo tirato in ballo da Schwazer nella sua ultima testimonianza e imputato per favoreggiamento a Bolzano nel processo per l’epo dell’atleta: “Fischetto è una persona seria, professionale e rispettosa di tutti. Non c’è alcun significato particolare, una coincidenza che può provocare curiosità, non ci vedo nulla di strano”.
  •   
  •  
  •  
  •