Campionati Europei Paralimpici di Grosseto: parte il countdown

Pubblicato il autore: Ramona Buonocore Segui

slide_316091_2885706_freeMancano ormai tre mesi all’inizio dei Campionati Europei Paralimpici di atletica leggera, in programma allo stadio Zecchini di Grosseto dal 10 al 16 giugno.
Per celebrare l’inizio del conto alla rovescia, ieri il l’aula magna del liceo Aldi ha ospitato due atleti della Nazionale Italiana: Federica Maspero, primatista dei 100 metri e quarto posto ai Mondiali di Doha e Giacomo Poli, giavellottista che detiene il record tricolore.
Federica Maspero, atleta lombarda di 37 anni e oncologa, racconta di essere stata colpita da meningite il giorno del suo ventiquattresimo compleanno, malattia che l’ha portata a farsi dover amputare entrambe le gambe da sotto il ginocchio e le dita della mani, ad esclusione dei pollici. 
L’incontro, chiamato “A scuola con il Campione Paralimpici”, promosso dalla FISPES, in collaborazione con l’Atletica di Grosseto Banca della Maremma visto la presenza di più di 200 ragazzi, provenienti anche dalle scuole vicine, entusiasti di ascoltare le parole dei due atleti, entrambi con gli arti amputati.
“Ho iniziato con l’atletica nel 2011, pochissimi anni fa. – racconta la Maspero– Ero stanca di far valere solo la mia testa con i miei studi in medicina. Non ho mai nascosto di aver perso due gambe, ma non mi ero mai messa veramente a nudo. Mi sono comprata due protesi e ho cominciato a correre. Ho provato una grandissima libertà e avverto la stessa identica sensazione impagabile tutte le volte che scendo in pista. Spesso non ricordo di non avere le gambe, la vivo come una situazione normale”.
Per quanto riguarda il suo rapporto con l’atletica Federica continua: “Lo sport mi mette a contatto con una parte profonda di me stessa e mi ha cambiato la vita, aprendomi molti mondi e molte porte. Ai Mondiali di Doha, prima di partire nei 400 metri, speravo di arrivare in fondo al cosiddetto giro della morte. Ho vissuto un’esperienza stupenda in termini sportivi e con un gruppo che mi ha aiutato a correre serena. Ora voglio fare bene anche agli Europei di Grosseto”.
 Giacomo Poli, 31enne ingegnere bolognese, ha perso la gamba sinistra a causa di un incidente stradale nel 2003. Dopo aver giocato in serie A per il campionato di pallamano, nel 2013 ha conosciuto l’atletica e dopo duri allenamenti nel 2014 si è piazzato quarto alla rassegna continentale a Swansea.
“Agli Europei mi sono sorpreso di vedere tutte quelle persone, ognuna con una disabilità diversa ma con lo stesso sorriso, con una maglia diversa ma con lo stesso spirito. Questo è lo sport. A Grosseto mi auguro di provare la stessa emozione, ma in un posto più bello e con un’esperienza ancora più bella”. Sono state queste le parole di Giacomo che si è poi soffermato sulla sua condizione: “Ogni giorno è complicato alzarmi e mettere la protesi, ma non ho intenzione di rassegnarmi. Tutti i giorni mi sfido e voglio vincere la partita. Non mi sento speciale, ognuno ha i suoi ostacoli e io mi voglio convincere di riuscire a superarli ogni giorno sempre di più. Poter giocare con gli altri è sempre fonte di emozioni, che sia con una gamba, due o senza. Ho dovuto dimenticare la pallamano per lanciare il giavellotto, ma mi è rimasta la mentalità di atleta con la stessa idea di impegno per allenarmi. Il sogno, non lo nego, è di poter partecipare alle Paralimpiadi di Rio”.
Presenti inoltre all’incontro il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, il Presidente della FISPES e il preside del liceo Aldi che hanno anche presentato la campagna “A World of Athletics- Un Mondo di Atletica” per sostenere gli Europei con eventi sportivi e culturali, incontri nelle scuole, conferenze stampe e reclutamento dei volontari.
Al termine dell’incontro il primo cittadino di Grosseto ha dichiarato quanto sia importante lo sport che riesce a dare accessibilità a tutti.
Significative le parole di Sandrino Porru, presidente FISPES: “Vogliamo che tutti siano messi in condizione di esprimere le proprie capacità e la grande ricchezza che risiede in ognuno di noi, altrimenti la collettività rischia di diventare veramente povera. Spero che gli Europei non siano soltanto un grande evento, ma rimangano indelebili nei vostri cuori, per pensare che non si è mai soli, che si può sempre farcela”.

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