Doping Russia: IAAF e il giudizio negativo. Colpa della Sharapova ?

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

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ROMA, 11 MAR – Nessun via libera, l’atletica russa resta sospesa. La IAAF ha infatti deciso che in materia di doping la Russia non ha ancora fatto abbastanza per riformare il suo programma anti doping e si deciderà probabilmente a maggio, in tempo per le Olimpiadi di Rio de Janeiro, se gli atleti saranno riammessi oppure no.
Calendario alla mano, gli atleti russi dovranno aspettare altri due mesi per sapere se la loro preparazione olimpica andrà sprecata oppure no.
Il giudizio negativo lo ha annunciato il presidente della IAAF, Federatletica internazionale di atletica, Sebastian Coe al termine della riunione del Consiglio a Monaco, sottolineando che la Russia ha fatto qualche progresso, “ma è necessario fare interventi più importanti” per giustificarne la riammissione nel panorama mondiale. Una decisione arrivata all’unanimità.
La Iaaf ha sospeso la Russia a novembre dopo la bufera scatenata dal rapporto del’Agenzia mondiale antidoping, WADA,  che denunciava un sistema di doping di Stato da parte della Russia, tra corruzione e coperture. La Russia “ha ancora strada da fare”, ha aggiunto Rune Andersen, a capo della task force IAAF sul caso russo. “Ma sta cambiando la cultura del doping ed è sicuramente un primo passo”.
Parole di rito per rimandare la soluzione di un caso sportivo che sta diventando necessariamente politico e soprattutto un processo mediatico.
maria sharapovaLa zarina Sharapova, lunedì scorso, ha annunciato in conferenza stampa, in diretta online, di essere risultata positiva al Meldonium, farmaco vietato dalla federazione internazionale antidoping e recepito dalla federazione tennistica da gennaio 2016.
E allora ecco l’associazione: lo ha fatto lei, allora è vero che lo fanno tutti in Russia.
In realtà la questione è associabile anche se è difficile dimostrare una sinergia “de facto”.
Maria Sharapova è russa solo di nazionalità e neanche sempre, considerati i suoi dinieghi alla Confederation Cup di tennis. Vive in Florida e gioca in tutto il mondo. Ha un proprio team.
La questione è se sia o meno un doping di Stato.
Subito dopo la confessione choc di Maria sono emersi casi “nascosti” di uso massiccio di Meldonium da parte di atleti russi nel corso dei primi giochi europei di Baku 2015. Allora sostanza lecita ma già oggetto di indagine.
E vogliamo parlare dei nuotatori? Sempre nell’occhio del ciclone per prestazioni “sospette”.
La Russia ha paura certo ma mai quanto non tremi la IAAF nel dover estromettere una nazione simbolo dai Giochi Olimpici di Rio 2016.
A parte il periodo a cavallo degli anni ’80, con i vari boicottaggi, le nazioni son accorse in massa per confrontarsi nelle varie discipline olimpiche, delle quali l’atletica è la regina.
Per condannato e giudice un danno enorme.
Per lo sport una sconfitta.

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