Doping: TAS revoca i titoli degli atleti russi. Nuoto cinese indagato.

Pubblicato il autore: Marcello Mutalipassi Segui

Doping
Il tribunale d’arbitrato per lo sport, il TAS, accoglie il ricorso della Federatletica internazionale (IAAF): le sanzioni che la Russia ha applicato ai propri atleti colpevoli di doping sono troppo clementi. Tale pronunciamento del TAS comporterà la perdita dei titoli che tali atleti hanno conseguito nel periodo in cui hanno assunto sostanze dopanti. Tra tali titoli potrà essere ratificato un oro olimpico e due titoli mondiali.
Il ricorso presentato dalla IAAF è stato accolto e la decisione emessa dalla Commissione Disciplinare anti-doping della Anti-Doping Agency russa per ogni atleta è stata modificata“, questo il comunicato emanato dal TAS con cui viene annunciata la decisione di revocare i risultati conseguiti dagli atleti indagati.

L’Agenzia anti-doping russa, Rusada, aveva “solamente” squalificato gli atleti scoperti positivi al controllo anti-doping, grazie al passaporto biologico. Non è stato attuato, e neanche previsto, un annullamento delle vittorie che tali atleti avrebbero ottenuto nel frattempo.
Eclatante il caso dell’atleta russo Sergey Kirdyapkin il quale, durante le analisi per sospetto caso di doping, ha potuto usufruire di una finestra di quattro mesi per prepararsi e partecipare alle Olimpiadi ospitate nella capitale del Regno Unito, a Londra.

In quella occasione l’atleta russo ha conquistato il titolo olimpico, davanti all’australiano Jared Tallent e al cinese Si Tianfeng. Con il comunicato dell’ultima ora del TAS, il titolo olimpico verrà ratificato e passato all’australiano, mentre l’irlandese Rob Heffernan potrà conquistare il bronzo e salire su questo podio virtuale.

Nel caso di Kirdyapkin saranno annullati anche tutti i risultati conseguiti tra il 20 agosto 2009 e il 15 ottobre 2012, e come già detto Olimpiadi incluse.
Ma la lista continua imperterrita, stessa sorte di Kirdyapkin colpirà anche Olga Kaniskina che perderebbe l’argento olimpico nella 20 km di Londra (con vantaggio della cinese Qiejiang Shenjie, giunta terza in quella disciplina).
Anche Yulia Zaripova e Sergei Bakulin perderebbero dei titoli importanti: oro mondiale nella 3.000 siepi e titolo mondiale nella 50 km di marcia, entrambi conquistati a Daegu 2011; tali titoli andrebbero assegnati d’ufficio rispettivamente alla tunisina Habiba Ghribi (3000 metri siepi) e ad un altro atleta russo, Denis Nizhegorodov, non indagato negli scandali per doping.
Da aggiungere alla lista, il TAS ha deciso di squalificare i marciatori russi Valery Borchin e Vladimir Kanaikin.

In contemporanea, nella giornata di oggi, circolano notizie che anche il nuoto cinese sia indagato per doping. La WADA (Agenzia mondiale anti-doping) avrebbe tra le mani cinque casi di positività al doping che le autorità locali avrebbero scoperto tra gli atleti della squadra di nuoto cinese. Il giornale inglese, il Times, avrebbe girato alla WADA tale segnalazione. Questi atleti, sempre secondo il Times, sono stati coperti dalla federazione cinese per non coinvolgere gli altri atleti che sarebbero impegnati alle qualifiche olimpiche in programma fra un mese circa. I test anti-doping non superati sono relativi tutti all’ultimo trimestre del 2015.

Appena uscita la notizia, l’agenzia anti-doping cinese ha emesso un comunicato, tramite il suo direttore, Zhao Jian: “Ci sono stati sei casi recenti, non cinque, di positività fra i nuotatori, ma nessuno ha coperto nulla. Gli atleti saranno puniti dopo che sarà terminato l’iter processuale”.
Sempre secondo il direttore della Chinada, la WADA era stata informata ma i nomi degli atleti saranno resi noti al termine dell’inchiesta e solo se colpevoli.

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