Atletica, Gianmarco Tamberi attacca Schwazer: ‘Squalificatelo a vita’. Malagò: ‘Ogni opinione va rispettata’

Pubblicato il autore: luigi gatto Segui

E’ guerra sui social e ormai non fa notizia. O forse sì, considerando il nome. Gianmarco Tamberi, campione del mondo indoor di salto in alto, si mostra molto duro nei confronti di Alex Schwazer, trovato positivo ad un test anti doping alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra e tornato ad essere un atleta eleggibile dopo la squalifica per Epo. Commentando su Facebook un’intervista rilasciata da Schwazer in TV qualche mese fa in cui disse “Non ho mai pensato di doparmi“.

 “Vergogna d’Italia, squalificatelo a vita – ha scritto Tamberi – la nostra forza è essere puliti, noi non lo vogliamo in nazionale“. Tamberi non accetta infatti che Schwazer possa tornare a gareggiare nel Mondiale di Marcia a squadre, sulla 50 chilometri l’8 maggio, con l’obiettivo di qualificarsi per i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro.

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Chi intanto difende il campione altoatesino è il suo allenatore Sandro Donati ai microfoni di Radio Capital, collegandosi appunto alle critiche di Tamberi. “Hanno già provveduto i fan ad assalire Tamberi dandogli una lezione di vita e di umanità. Non vorrei infierire su un ragazzo che ha sbagliato – commenta Donati – Alex è una persona che ha sbagliato, che ha sofferto tantissimo per il suo errore, giustamente non gli è stato concesso un solo giorno di sconto sulla sua squalifica e va bene così. Si è messo nelle mani di un allenatore come me che non gli avrebbe fatto sconti e da quando l’ho cominciato a seguire l’abbiamo sottoposto a una raffica di controlli. Altri controlli li ha fatti la Iaaf e il Coni. Una media di uno ogni 6-7 giorni. A questo punto ci vuole rispetto e quindi direi che questo attacco qualifica chi lo fa e chi lo ha provocato. I regolamenti sono stati perfettamente rispettati – aggiunge l’allenatore -, Alex oggi finisce di pagare il suo conto con questa lunghissima squalifica, quindi è assolutamente idoneo per poter tornare alle gare. Dà tutte le garanzie sulla sua pulizia. Nel corso dell’allenamento è stato monitorato dai responsabili della Federazione. Ora basta, che altro bisogna fare? Qui non abbiamo eliminato solo il doping e questo è ovvio”.

“Alex ha eliminato integratori, anti-asmatici per un’asma che non aveva, tutte cose che prima venivano concesse da gente compiacente che gli stava intorno e quindi ho l’impressione che questo dia fastidio. È una storia di rottura, un’atletica vera, pulita, che dimostra di saper ottenere dei risultati. È questo che dà fastidio a persone che sono vissute nella corruzione”. Infine Donati spiega che “Alex non ha animosità nei confronti di Tamberi. A me Tamberi sta simpatico e faccio il tifo per lui perché lo vedo come un atleta vero. Un grande campione vero in un’atletica che ha una storia di doping pazzesca e quindi non ho remora verso di lui. Lo considero l’errore di un giovane, punto e basta”.

“Le regole di Wada e Iaaf sono chiare. Tutto il resto lascia il tempo che trova – ha invece detto il presidente del Coni Giovanni Malagò –  ogni opinione va rispettata, ma in tema di doping esistono regole che non abbiamo scritto noi e che prevedono certe sanzioni e certi comportamenti. Se uno ruba e poi c’è una sentenza, alla fine della pena torna in libertà e può tornare a fare quel che faceva prima, perché nella società c’è un percorso di riabilitazione. Ed è quello che è successo con Schwazer”.

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