Doping Schwazer: i Mondiali di Marcia e la polemica con Tamberi

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Schwazer Tamberi

Scade oggi, 29 aprile, la squalifica per doping di 4 anni di Alex Schwazer che domenica 8 maggio gareggia per Rio.

La vicenda doping di Alex Schwazer si conclude oggi, esattamente dopo 4 anni di squalifica comminati dalla IAAF, la federazione internazionale di Atletica Leggera, al marcatore altoatesino.
L’allora carabiniere, marciatore di lunghe distanze, vincitore delle olimpiadi di Pechino nella 50 Km, tornerà alle gare domenica 8 maggio con la speranza di aggregarsi al gruppo di atleti per le Olimpiadi di Rio.
Una speranza fortemente contestata da molti atleti azzurri, non solo dell’atletica leggera. All’epoca non furono tenere le dichiarazioni di molti esponenti dello sport italiano tra i quali Federica Pellegrini, prossima portabandiera a Rio che chiamata in causa si espresse apertamente contro ogni tipo di pratica di doping e di omissione di denuncia schierandosi anche con l’allora fidanzata di Schwazer, la pattinatrice Carolina Kostner. Carolina Kostner per omessa denuncia pagò con una squalifica di 16 mesi, scontati in realtà una volta ritiratasi.
Ultimo in ordine di tempo l’attacco mediatico di Gianmarco Tamberi, neocampione mondiale di salto in alto indoor, che in questi giorni si sarebbe schierato contro la possibile convocazione del marciatore alle Olimpiadi, in nome della trasparenza dello sport pulito e dell’immagine dell’Italia fortemente lesa, a suo dire, dalla vicenda.
Avrebbe scritto “sei una vergogna per l’Italia, in nazionale non ti vogliamo”.
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Oggi risponde, secondo la Gazzetta dello Sport, il suo allenatore Sandro Donati, peraltro primo accusatore, all’epoca della squalifica, per conto della federazione.
Donati dichiara “Alex è una persona che ha sbagliato, che ha sofferto tantissimo per il suo errore, giustamente. Non gli è stato concesso un solo giorno di sconto sulla sua squalifica {ndr contrariamente a molti altri squalificati, nell’atletica e altrove} e va bene così. Si è messo nelle mani di un allenatore come me che non gli avrebbe fatto sconti e da quando l’ho cominciato a seguire l’abbiamo sottoposto a una raffica di controlli. Altri controlli li ha fatti la Iaaf e il Coni. Una media di uno ogni 6-7 giorni…I regolamenti sono stati perfettamente rispettati, Alex oggi finisce di pagare il suo conto con questa lunghissima squalifica, quindi è assolutamente idoneo per poter tornare alle gare. Dà tutte le garanzie sulla sua pulizia. Nel corso dell’allenamento è stato monitorato dai responsabili della Federazione. Ora basta, che altro bisogna fare?”
In un’Atletica nazionale e internazionale alla ricerca di una sua nuova dimensione, la vicenda Schwazer ha come due chiavi di lettura opposte, un po’ come la barba a metà lanciata proprio da Tamberi: la rinascita dell’atleta e dell’uomo contro la difficoltà di confrontarsi da parte dello sport con i propri fantasmi e i propri inganni.
Se la regola c’è, è stata rispettata, in pieno, e il ragazzo, perché anche se sulla scena da molti anni Alex ha ancora 31 anni, merita di sfidare il proprio passato, così come Tamberi ha il diritto di dichiarare la propria opinione ed esternare le proprie perplessità.
L’attesa per la gara di Roma, prevista per domenica 8 maggio, si arricchisce di tensione, non esattamente inaspettata.
Ricomincia da Roma la nuova esperienza agonistica di Schwazer, con un bagaglio pesante di esperienze sportive e personali. Non si può che augurargli di andare forte sperando che una volta al vertice non sbagli di nuovo Marcia.

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