Gianmarco Tamberi: “Ecco a chi mi ispiro”

Pubblicato il autore: Gabriele Lepri Segui

Tamberi

Mancano ancora pochi mesi all’Olimpiade di Rio, ma Giammarco Tamberi è già carico. L’obiettivo dell’atleta specialista nel salto in alto è senza ombra di dubbio quello di ben figurare, ma anche di far sognare all’Italia trofei importanti. Non c’è solo l’atletica come sport per Giammarco Tamberi, ma anche il basket. Giammarco Tamberi, come riportato da Gazzetta.it, ha parlato della sua passione per il mondo della pallacanestro raccontando anche retroscena davvero molto curiosi. Il vincitore del titolo mondiale indoor di salto in alto ha praticato inizialmente il basket come sport, lasciandolo poi all’età di 17 anni per dedicarsi all’atletica. Giammarco Tamberi ha spiegato inizialmente il mondo dei due sport, basket ed atletica: “Dal basket ho imparato a condividere le gioie delle vittorie. Nell’atletica gli atleti sono molto chiusi in sé stessi, e ogni vittoria è personale. Io invece tendo a coinvolgere il pubblico, a comportarmi come se fossi su un campo da basket con la mia squadra. Vengo da quel mondo, non riesco proprio a farne a meno. E mi da una carica enorme che gli altri non hanno”.
Il campione d’atletica italiana si è poi paragonato ad un noto cestista dell’Nba: “Mi identifico in Russell Westbrook, nel suo stile di gioco, diverso da quello del play tradizionale. Io però sono una guardia: ho un buon ball-handling, l’uno contro uno e le penetrazioni sono il mio forte. E tifo Houston, il mio giocatore preferito è James Harden. Anche se il Barba la mette troppo da tre per poter dire che gli assomiglio. Il mio idolo è stato Tracy McGrady. E’ per lui che tifo Houston. La partita dei 13 punti in 35 secondi è un chiodo fisso nella mia testa da sempre: è il non mollare mai riassunto nel finale di una partita. L’ho preso ad esempio in tanti momenti di difficoltà. Come la gara dei Mondiali indoor a Portland: ero 7-8°, stavo per uscire, intorno a me vedevo facce che non mi davano più speranza. Invece alla fine l’ho spuntata”. Giammarco Tamberi si è poi concentrato sul mondo dell’Nba in generale: “Seguo tantissimo questo sport, registro tutte le partite, le riguardo quando posso perché al mattino ho gli allenamenti e non posso stare sveglio la notte. Ma durante le Finali sono sempre sveglio”. L’atleta ha poi confidato la sua follia fatta per il basket: “Ho giocato il giorno prima di un campionato europeo, e mi è uscita una vescica su un piede. Sono riuscito comunque a vincere una medaglia, ma… Ho giocato a basket dai 4 ai 17 anni, poi mi sono dovuto staccare e anche per questo mi è rimasta la passione. Mi brucia dentro non aver potuto continuare. E se mi chiedessi di giocare il giorno prima della finale olimpica, difficilmente ti direi di no…”. Tamberi ha poi fatto azzardato un pronostico sulla squadra che potrebbe vincere il titolo nell’Nba: “E’ difficilissimo fare un pronostico, perché quando arrivi al momento clou succede sempre qualcosa che cambia tutto. Come questo infortunio di Curry, per esempio: se rientrasse e dovesse farsi male di nuovo… I Warriors comunque hanno fatto una stagione pazzesca, ma l’ha fatta anche San Antonio. Se proprio dovessi scegliere punterei su Golden State, ma non è la super favorita. Anche se Curry sta rivoluzionando il basket, come i grandissimi”.

 

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