Marathon Village: il calore dei partecipanti, l’emozione del “muro dei pensieri”

Pubblicato il autore: Luca Vincenzo Fortunato Segui

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Siamo stati ospiti al Marathon Village, location ricreativa al Palazzo dei Congressi di Roma, piena di stand e appuntamenti per tutti gli appassionati della corsa e delle maratone. In particolare gli occhi sono puntati sulla 22° Maratona di Roma che ci sarà domenica 10 Aprile alle 8.30 (partenza e arrivo a Via dei Fori Imperiali). Qui infatti prenderanno parte tantissimi atleti, tra professionisti e amatori, che sfideranno i limiti fisici e cercheranno di correre i 42 km entro le 7 ore  e mezza.  Nel percorso del villaggio abbiamo avuto modo di sentire un po’ di emozioni, sensazioni e pareri su questa manifestazione sportiva.  Quella che trapela maggiormente dai visitatori è la sensazione di puro stupore, una sorta di estasi ad occhi aperti che coinvolge tutto il corpo. I più carichi li troviamo allo stand dei kit da corsa, pronti a prendere il necessario e a prepararsi psicologicamente per quest’impresa: per alcuni di loro è la prima volta e le sensazioni sono positive, anche se “i sanpietrini” , simboli materiali di un percorso alquanto tosto, fanno ironicamente un po’ preoccupare. Un altro ragazzo proveniente dal Sud è sicuro dei propri mezzi e azzarda le 3 ore di tempo massimo per raggiungere il traguardo, così come era riuscito nella scorsa partecipazione. E’ un’occasione utile pure per lanciare sfide in famiglia, come ci dimostrano un padre e una figlia che saranno pronti a sfidarsi a colpi di tempo nelle due corse parallele: per il padre, il peso delle 14 Maratone (di cui 8 a Roma), per la figlia, la leggerezza delle 4 vissute (di cui 2 a Roma). Insomma l’adrenalina è l’elemento primario, anche se l’ansia di prestazione sportiva giunge in alcuni maratoneti. Fortuna che però, come ci ricorda un runner, alla griglia di partenza passa tutto.
Dallo stand dei kit si arriva dopo pochi minuti ad un altro grande  “luogo sacro” di queste manifestazioni sportive: il muro dei pensieri.

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Questo enorme spazio, lungo circa 50 metri, è dedicato a tutti coloro che vogliono lasciare un segno, un messaggio oppure una semplice firma per questa Maratona di Roma. Il motto scelto per l’occasione è  “Tutte le strade portano a Roma”, proverbio popolare reso ancor più emblematico in questa occasione.  La dimostrazione pratica di questa citazione ce la dà un giovane maratoneta che, dopo aver preso parte alle maratone di Amsterdam e Firenze, è pronto a vivere la bellezza della Città Eterna. Infatti in questi 42 km si avrà modo di passare in moltissime zone della Capitale, dal Lungotevere alla zona Olimpica passando pure per le vie del centro storico. Tutto ciò crea una sorta di “sogno che si avvera”, un’emozione inimitabile, per questa persona che poi lascia il suo autografo.
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Un altro invece eleva questa Maratona alla “corsa più importante della vita” dando modo di far riflettere sull’importanza dello sport nella vita di molti individui.

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Sopra di esso emerge un “desde Argentina” che, di fatto, crea un forte contrasto sotto il segno della globalizzazione. Proprio questa nazione, lontana tantissimi km, diventa quasi l’icona del viaggio affrontato da molti runners da tutte le parti del mondo. Oltre a loro emergono pure paesi come la Romania, la Spagna e gli Stati Uniti, in un puzzle multietnico mozzafiato. Quella che però ci fa più emozionare è il Belgio resa nota dalla frase  “From Belgium with love”, perché ci rimanda all’orrore vissuto da questo popolo per via del terrorismo internazionale , ma anche alla loro voglia di ripartire, rilanciarsi e di non avere paura.

IMG-20160408-WA0008A loro si unisce, forse inconsciamente, un americano che lancia il grido You can’t hack a Marathon”, riferendosi forse alla tragedia della maratona di Boston o forse al terrorismo in senso generale, e la francese Margot che scrive “libertè”, un altro valore da riconquistare dopo i tragici eventi che hanno colpito anche la capitale francese, ma che è alla base di qualsiasi attività.

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Insomma questo muro, pieno di firme solamente il giorno dopo l’inaugurazione, diventa portavoce del mondo e dei vari stati d’animo dei singoli visitatori. Mai è andato come quest’anno, a testimonianza di una nuova voglia di far sapere la propria opinione all’umanità intera.
Dunque questo Marathon Village è una vera esperienza di vita, colmo di storie ed emozioni difficili da trasmettere al di fuori di esso.
(Un ringraziamento per la collaborazione ad Andrea Celesti)

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