Maratona di Londra: sensazionale Kipchoge, eroica Sumgong

Pubblicato il autore: Matteo Monaco Segui
Eliud Kipchoge of Kenya wins the Men's race in the 35th London Marathon, Sunday, April 26, 2015. (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)

Eliud Kipchoge of Kenya wins the Men’s race in the 35th London Marathon, Sunday, April 26, 2015. (AP Photo/Kirsty Wigglesworth)

Risultato sensazionale alla maratona di Londra 2016. In campo maschile vince il trentaduenne Eliud Kipchoge, argento a Pechino 2008 nei 5000 metri, con lo stratosferico tempo di 2h03’05” a soli otto secondi dal record del mondo di Dennis Kipruto Kimetto. Gara thriller invece, in campo femminile che vede il successo della trentunenne keniota Jemina Sumgong, caduta al chilometro 36 poi in grado di rimontare la testa del gruppo e andare a vincere in solitaria.

La gara maschile. Si capisce subito che la gara maschile della maratona di Londra potrebbe essere una gara storica: dopo soli cinque chilometri il gruppo è formato da nove unità, le tre lepri e tutti i grandi favoriti, Kipcoghe, Biwott, Kipsang, Bekele, Ghebreslassie, Kimetto, Kuma, Regassa e Lemma. Il cronometro dice 14’15”, con una proiezione finale sotto le due ore. Il gruppetto dei migliori continua con un ritmo indiavolato anche i cinque chilometri successivi. Il passaggio ai 10 km è ancora più sensazionale del precedente: 28’37”. Tra il decimo e il quindicesimo chilometro qualcosa si inizia a muovere nel gruppo: uno dei grandi favoriti, il pluriolimpionico Kenenisa Bekele perde contatto dal gruppo di testa, paventando una condizione non ancora ottimale, un segnale non particolarmente positivo in vista dei Giochi olimpici di rio. Nonostante le difficoltà del chilometro 13, Bekele rientra sui primi, facendo un elastico che in una gara dura come la Maratona rischi sempre di mostrare il conto. Il passaggio alla mezza è in linea con i chilometri precedenti, 1h01’24”, una proiezione da record del mondo. Il primatista mondiale Kimetto perde terreno così come il keniota Abera Kuma. Intorno al ventitreesimo chilometro Bekele tenta di forzare creando una frattura nel gruppo di testa: riescono a reggere il ritmo dell’etiope solo tre kenioti, Stanley Biwott, Wilson Kipsang e Eliud Kipchoge. Al trentaduesimo chilometro l’attacco decisivo, Kipchoge si porta dietro Biwott mentre Bekele appare in grossa difficoltà, transitando al chilometro 35 con più di un minuto di ritardo. L’azione di Kipchoge non si arresta, anzi, diviene sempre più incisiva, finché anche Biwott non è costretto ad alzare la bandiera bianca, staccandosi inesorabilmente al quarantesimo chilometro e chiudendo al secondo posto con un ottimo 2h03’21”. L’etiope Bekele conclude la sua prova terzo in 2h06’36”, mostrando di non aver ancora trovato il giusto feeling con la gara più lunga.

La gara femminile. Le atlete partono decisamente meno forte dei loro colleghi maschi, nella maratona di Londra che ha regalato a Paula Radcliffe il record del mondo femminile, con un ritmo non proibitivo che consente a un gruppo di nove persone, le due lepri, Tanui e Kiprop seguite dalle favorite Mare Dibaba, Mary Keitany, Florence Kiplagat, Tigist Tufa, Jemima Sumgong, Feyese Tadese ed Asefelech Mergia di arrivare compatto fino al venticinquesimo chilometro, con un passaggio alla mezza maratona 1h10’39”. Nella gara femminile il punto di svolta è il chilometro 36: nel groviglio di gambe del gruppetto di testa, formato da cinque atlete, Jemina Sumgong cade, portando a terra con lei Mary Keitany, deludente la sua prova, per un’atleta che vanta un crono nettamente inferiore alle 2h18’, e Aselefech Mergia. Nonostante la caduta la Sumgong non si scoraggia, al rifornimento si “medica la fronte con dell’acqua, continua la sua rimonta verso il gruppo di testa e al chilometro 39 raggiunge Tigist Tufa per poi allungare verso la vittoria solitaria in 2h22’58”.

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