Maratona di Roma: la corsa dei Purosangue

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

team-purosangue-e1452939154482La Maratona di Roma 2016 è in programma il prossimo 10 aprile. Ogni anno una festa di sport e di partecipazione alla competizione vera e propria dei 42, 195 m e alla non competitiva “Roma Fun Run”.
La manifestazione all’insegna della pratica sportiva con mille storie che si intrecciano tra loro. Nell’arcobaleno di colori, in entrambi gli eventi, sarà difficile non notare un gruppo di atleti, portatori sani di chilometri, i Purosangue.

Chi sono i Purosangue e perché parlarne – Purosangue è un Progetto Internazionale di Running Solidale che opera dal 2011 in Italia e in Africa diffondendo la cultura dello sport pulito e sociale. Collabora con associazioni, aziende, istituzioni, eventi sportivi e atleti promuovendo una visione del running innovativa. Purosangue è anche un athletic club e ha diversi training camp in Italia e Africa.

L’idea nasce da Max Monteforte, runner, e Nico Pannevis, manager e runner cresciuto in Kenya e trasferitosi in Europa.
Max intraprende la carriera da organizzatore e da allenatore di giovani talenti, infondendo la cultura dello sport pulito.
Nico invece si dedica alla gestione della sua Country House “Sant’Antonio” di Montepulciano in Italia: 80 ettari sulle colline senesi dove ci si può rilassare in un convento del 1200. I due si incontrano in quel resort e capiscono di avere una passione in comune: la corsa.

Nasce da lì il Progetto Purosangue, che nel giro di pochi anni ha realizzato iniziative sportive e culturali dedicate al mondo del running e mirate alla diffusione della cultura del “No Doping”. (purosangue.eu)
Parlarne non è quindi solo un dovere sportivo ma un messaggio sociale.

Per approfondire e contestualizzare meglio questa realtà SuperNews ha contattato il gruppo, a rispondere proprio Massimiliano Monteforte.

Purosangue. A cosa si deve la scelta del nome?
Purosangue ha due significati che pensandoci bene hanno un senso comune. Un purosangue è un campione e la stessa parola assume il significato di chi è pulito nello sport, ossia che ha il sangue puro, quindi non fa uso di doping. Ecco, la scelta del nome per noi è stata facile perché avevamo intenzione di avviare un progetto per lo sport pulito.

Massimiliano Monteforte, atleta da oltre 100k km. Cos’è per te correre?
E’ la vita, la realizzazione dei miei sogni di bambino e di adulto. Non posso farne a meno di correre perchè è una delle poche pratiche sportive che ti consente di volare senza salire su un aereo.

Essendo stato un atleta è di solito un passo breve diventare un Tecnico ed andare oltre confine alla ricerca di talento. Cosa ti ha animato e chi ti ha aiutato in questa tua avventura all’estero?
Il primo a credere nel progetto è stato Nico Pannevis, che è il co-fondatore del Progetto Purosangue. Nico è un keniano bianco con la passione per la corsa e per la terra dove è nato. Insieme con lui abbiamo mosso i primi passi e nel giro di poco tempo abbiamo trovato decine di persone disposte a mettersi in gioco con noi per contribuire al successo delle nostre iniziative solidali e agonistiche.

Il gruppo degli atleti per un running solidale, in rosso e nero. Il progetto Filippide per l’interazione sociale in arancio. Modi diversi di vivere l’attività podistica anche attraverso i colori. Ma è sempre una festa cromatica?
Assegniamo un colore a ogni nostro evento e progetto perché per noi il mondo è a colori. Lavoriamo per diffondere la cultura dello sport pulito e per tutti e l’idea di assegnare colori ci sembra un modo ideale per arrivare alle persone con allegria sottoponendogli però temi sociali importanti.

Vi sentite supportati nel vostro modo di interpretare la corsa dal Movimento e dalle Istituzioni?
Diciamo che finora abbiamo avuto solo porte aperte dal mondi dei runners e dalle diverse grandi aziende che ci supportano e ci hanno fatto capire che abbiamo intrapreso la strada giusta, mentre ancora nulla dalle Istituzioni nazionali e internazionali.

Nel vostro video di presentazione spesso vi ritenete dei folli. “Siate affamati, siate folli” diceva Steve Job. La follia come chiave della creatività. Avete altre idee in cantiere?
Il paragone ci imbarazza perché non crediamo di essere così folli come una leggenda qual è stato Jobs, ma ogni mese proponiamo almeno 3-4 eventi e per una realtà nuova come la nostra è davvero molto.

4000 bambini aiutati, 121000 supporters, 11.025 scarpe in Africa. Numeri altisonanti ma di quanti atleti agonisti parliamo?
Diverse migliaia: sono loro la nostra vera anima ed è grazie a loro se riusciamo a realizzare progetti in Italia e in Africa.

No doping. Il vostro e il tuo credo. Credi che la tua esperienza sia stata condizionata da un modo illecito di gareggiare? L’attuale azione della IAAF sta avendo i suoi frutti?
Io ho portato a termine centinaia di gare, vincendo anche 125 in carriera, e non ho mai nemmeno sognato di assumere una qualsiasi sostanza che potesse aiutarmi. Ecco, questo è il mio credo, e vedere atleti che rovinano la propria vita per vincere barando non mi va giù. Sulle azioni della IAAF non saprei dare una valutazione in quanto sono processi e meccanismi lunghi e complicati. Io, da sognatore, mi auguro sempre di vedere gareggiare atleti puliti.

Andate nelle scuole e diffondete il valore dello sport. Avete dei riscontri? L’atletica italiana può ripartire dalla base?
Abbiamo presentato il nostro progetto in oltre 100 scuole, incontrando migliaia di studenti e devo ammettere che ho riscontrato tanto interesse da parte dei giovani sulle tematiche dei valori dello sport pulito. Continueremo a farlo anche nei prossimi anni perché siamo convinti che per ogni ragazzo che rimane colpito dalla nostra esperienza ci sarà un futuro atleta pulito. L’atletica italiana può e deve ripartire dalla base e da quello che vedo negli ultimi anni lo sta facendo con passione e competenza. Tra l’altro, quest’anno, dopo il lavoro svolto in oltre 100 scuole, siamo diventati i referenti per la Fidal del Progetto “Lotta al Doping”.

Sportivi saluti, Max” – così scrive. In 3 parole l’essenza dell’uomo.

Grazie ai Purosangue e all’ufficio stampa della maratona di Roma per la disponibilità e il supporto.

Max Monteforte
skyrunner.it

purosangue.eu

Maratona di Roma
Elite Runners Coordinator
www.maratonadiroma.it
Coach Corsa Naz. Italiana Pentathlon Moderno
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