Oksana Chusovitina: Io sono leggenda

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

Oksana-Chusovitina
Un impresa eroica, leggendaria, Oksana Chusovitina volerà in Brasile, ci sarà anche lei alle Olimpiadi di Rio, pronta a gareggiare, un altra volta, per la sua settima presenze ai giochi olimpici, competizione alla quale ha sempre preso parte da quando fece il suo esordio nel ’92 a Barcellona, gia  detentrice del record assoluto di partecipazioni per una ginnasta donna numeri pazzeschi, incredibili, ulteriormente migliorati, di un atleta infinita, nemmeno a 41 anni.

Ginnasta Uzbeka, protagonista di una storia incredibile e di una carriera straordinaria costellata innumerevoli riconoscimenti, medaglie, premi tra cui, tre ori mondiali, nonché unica unica ad aver indossato tre body differenti nella rassegna a cinque cerchi.

Il primo trionfo arriva a 15 anni, lo regala all’Unione Sovietica per la quale gareggia fino al 1993, vinse l’oro nel volteggio e a squadre ai Goodwill Games, organizzati nel 1990 dopo i boicottaggi delle edizioni del 1980 e 1984,  mentre al World Sports Fai disputati in Giappone sfiora l’en-plein, vincendo l’oro nel concorso individuale e in ogni altro attrezzo ad eccezione delle parallele asimmetriche.

Si dissolve l’URSS ma la musica non cambia, Oksana conquista la medaglia più prestigiosa anche a Barcellona ’92 con la Comunità degli Stati Indipendenti, prima di essere accolta dall’Uzbekistan per la quale inizia a gareggiare e a vincere. L’atleta nonostante si alleni in condizioni non ottimali, con attrezzature obsolete e non particolarmente sicure, riesce ad ottenere risultati eccezionali, disputando tra le altre anche le olimpiadi di Atlanta 1996, Sydney 2000 e Atene 2004. Rimane ufficialmente tra le fila Uzbeke fino al 2006, tredici anni che permettono ad Oksana di conquistare oltre 70 medaglie in competizioni internazionali e di ottenere il titolo di “Atleta Onorario della Repubblica Uzbeka“.

Il successivo capitolo della sua carriera è in Germania, paese nella quale Oksana si trasferì qualche anno prima per curare il figlio Alisher malato di leucemia, accolta con grande affetto l’atleta  ripaga il paese sposando la nazionale Tedesca alla quale porta presto una medaglia importante, un argento ottenuto a  ai Giochi di Pechino nel 2008 a completare un bottino contenente anche altre a 6 medaglie mondiali ed europee.

A Londra 2012, Oksana non riesce a salire su nessun gradino del podio, concludendo la sua sesta olimpiade a secco, naturale pensare che a 37 anni, l’aletta avesse intrapreso la curva discendente della carriera, destinata a concludersi da li a poche settimane.

Scordatevelo avrà pensato la ginnasta, smaltita la delusione, nonostante la veneranda età per uno sport nella quale difficilmente si riesce a mantenere un livello prestazione elevato dopo i 30 anni, non ha mollato e ha superato il Test Event di Rio, dove lotterà per scrivere ancora una volta la storia e cercherà di farlo con la nazionale Uzbeka nella quale è tornata nel 2013.

Non è stato facile, bisogna dirlo, 52.465 il punteggio totale, frutto di una all-round sofferto, iniziato male alle parallele (11.666), migliorato poi alla trave (13.200) prima di agganciare a denti stretti un 12.766 al corpo libero, preludio alla melodia finale della sua esultanza quando al volteggio ottenne un 14.833 che vuole dire Brasile, vuol dire leggenda.

Il 19 Giugno, magari proprio durante una sua gara, sfonderà il muro dei quaranta, intorno a lei ragazze con la metà, forse anche meno dei suoi anni, con il sogno di replicare i trionfi di Oksana, che difficilmente glielo permetterà gia a Rio.

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