Atletica, Ostrava: Bolt si migliora sui 100 in attesa di Rio

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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Usain Bolt, sei volte campione olimpico, ad Ostrava gareggia al meeting Golden Spike, tappa cruciale del World Challenge Iaaf, praticamente senza avversari: vince i 100 metri in 9’’98. Considerando la condizione fisica del possente atleta giamaicano non al meglio, il vento in leggero soffio contrario di circa -0,4 m/s e il progresso rispetto all’esordio dello scorso sabato alle Cayman di 7/100, c’è di che essere soddisfatti. Alla vigilia l’atleta aveva promesso un -9’’90, e infatti la smorfia del corridore giamaicano al termine della gara è stata di inequivocabile delusione: “Sono felice di essere qui ma ho ancora molto da lavorare. Devo insistere e gareggiare”. Poche parole rilasciate ai giornalisti e subito la testa al lavoro da fare, alla concentrazione da mantenere ai risultati da ritrovare.

Bolt non ha potuto nemmeno affrontare Ashton Eaton (più per il pubblico dei presenti che per una reale sfida tra i due), il primatista del mondo del decathlon, l’uomo bionico, che avrebbe dovuto correre proprio nella corsia di fianco la sua. L’atleta statunitense, impegnato prima nel salto in lungo, dopo il secondo tentativo avverte un fastidio muscolare, precisamente al quadricipite sinistro e, per forza di cose, preferisce rinunciare alla spettacolare gara. La partenza di Usain Bolt, come visto più volte in questo inizio di stagione, è stata macchinosa e lenta: infatti, solo dopo i 40 o al massimo dopo i 50 metri la sua azione si fa davvero potente ed incisiva, riuscendo quindi a recuperare il ritardo accumulato durante la partenza. Non risulta fluida ma comunque redditizia la sua corsa, quanto basta per scavare un divario incolmabile tra il suo tempo e quello degli altri, per chiudere poi con un tempo più che discreto.

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Altri campioni presenti al meeting sono il francese Renaud Lavillenie, che salta a 5,83, poi chiede i 5,93 ma commette tre nulli abbastanza banali. Comunque sia, anche per l’atleta francese la stagione è appena all’inizio e con i Giochi di Rio di questa estate nella testa, le cose dovranno essere fatte nel giusto modo, senza chiedere troppo a sé stesso e riuscire a lavorare con grande pazienza e concentrazione. Markus Rehm, il tedesco amputato vince il lungo con 8,13 con il vento a +1,4, e non si sa ancora se sarà presente alle prossime Olimpiadi di Rio. Brillano tra gli altri il sudafricano LJ Van Zyl nei 499 hs con il tempo di 48’’67 e il tedesco Thomas Rohler nel giavellotto con 87,37 miglior prestazione mondiale in questa prima parte di 2016.

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Tra gli atleti italiani presenti al meeting il 19enne Yeman Crippa, due volte oro juniores di cross, nei 1500 si migliora di 4’’49 in una volta sola e con 3’38’’95 è ottavo. Margherita Magnani sulla medesima distanza è quarta in 4’08’’73. Nell’asta l’attesa è per Sonia Malavisi, dopo il bel risultato di 4,50 di martedì, commette tre errori alla misura di ingresso di 4,20. Nella stessa prova grande spavento e paura per l’atleta statunitense Sandi Morris, vice campione indoor in carica: sul primo tentativo a 4,50 l’asta si spezza. La ragazza americana, nella sfortuna, è però molto fortunata: se la cava con una lussazione alla spalla sinistra e una ferita a una mano.

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