Doping, Malagò: “Siamo il secondo Paese con il maggior numero di positività a livello olimpico”

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi Segui

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L’atletica, così come tutto il mondo dello sport, è stata investita dall’onda anomala del doping a causa dell’apertura dei procedimenti che hanno fatto seguito all’indagine ‘Olimpia’. A farne maggiormente le spese in Italia sono stati i ventisei atleti della Fidal deferiti, i quali hanno visto, rapidamente e improvvisamente, andare in fumo tutti i loro sacrifici per accedere alle Olimpiadi di Rio 2016. Ciò che si contestava agli atleti era la mancata reperibilità ai controlli antidoping con l’accusa di elusione e richiesta di due anni di squalifica da parte della Procura. Il 21 marzo, poi, alcuni di essi hanno potuto tirare un sospiro di sollievo e archiviare la vicenda dal momento che, in base all’articolo 29.1 delle Norme sportive antidoping, il Tribunale nazionale antidoping ha disposto l’assoluzione di otto di loro.
La questione del doping è stata ripresa dal numero uno del Coni, Giovanni Malagò, che, nella sua relazione sullo stato di salute dello sport italiano alla settimana Commissione – Istruzione pubblica del Senato, ha dichiarato: “A oggi siamo il secondo Paese con il maggior numero di positività a livello olimpico. Questo dato si può leggere in due modi: o siamo un Paese che fa largo uso di sostanze dopanti, oppure che siamo un Paese che controlla, dove c’è un setaccio e una maglia e non si passa. Anche qui possiamo però crescere”– ammette il presidente secondo quanto riportato da Rainews.it.

Per quanto riguarda la lotta al doping nello specifico, Malagò ha, poi, aggiunto: “Sulla lotta al doping abbiamo avuto una serie di attestati impressionanti da parte del Comitato olimpico internazionale e della Wada. Su questo tema abbiamo fatto passi da gigante, grazie alla nascita della Nado-Italia, oggi organismo indipendente dal Coni e con a capo una persona di carattere e autorevole come il generale Leonardo Gallitelli”.   Il numero uno del Coni ha proseguito: “Abbiamo raddoppiato il numero delle persone che vi lavorano e il budget sui controlli a sorpresa, oltre ad aver adottato il sistema Adams che ci consente di poter lavorare al meglio in materia di privacy”.

Sui Giochi di Roma 2024 Malagò  sembra essere davvero ottimista: “Fin dal primo giorno sono sempre stato ottimista, ci ho messo la faccia e continuiamo a metterla. Penso che le Olimpiadi siano un’occasione più unica che rara, non solo per la città, ma per tutto il Paese”. Il presidente, poi, ha assicurato che il dossier della candidatura è stato valutato già molto bene e c’è tutta un’attività di lobbiyng.

Infine, Giovanni Malagò si è soffermato sull’inserimento del reato di omofobia  nello statuto del Coni: “Ieri abbiamo inserito il tema della lotta all’omofobia nello statuto del Coni: è stata recepita l’indicazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, quindi abbiamo modificato l’ordinamento inserendo oltre ai reati di discriminazione razziale anche quelli di omofobia. In questo senso non abbiamo fatto altro che rispettare le indicazioni generali”.

Sulla questione è intervenuta anche la senatrice ed ex olimpionica della canoa, Josefa Idem, che ha dichiarato: “L’alto numero di atleti positivi non significa per forza che ci sia un doping di Stato ma che vengono effettuati più controlli rispetto ad altri Paesi”.

 

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