Dopo Roma, Schwazer può vincere anche a Rio?

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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La domanda che un pò tutti gli addetti ai lavori e appassionati di atletica leggera si stanno ponendo, dopo la vittoria del Mondiale a squadre di Roma è: Schwazer potrebbe vincere a Rio, magari addirittura l’oro? Se prima della vittoria in Italia si poteva solamente ipotizzare un suo ottimale stato di forma, ora le parole sono state seguite dai fatti e, quindi, la domanda diventa più che legittima.

Secondo il parere di Robert Korzeniowski, una leggenda della marcia con le sue quattro vittorie ai Giochi Olimpici, fra le quali la doppietta 20-50 a Sydney, c’è la serie possibilità che l’altotesino che la possa veramente fare. Entrando nello specifico: “Il francese Diniz, il primatista del mondo, è reduce da un infortunio e non è detto, di conseguenza, che possa arrivare in uno stato ottimale all’appuntamento di Rio. Se dovessi pronosticare un possibile vincitore, in questo momento, ritengo il campione del mondo, lo slovacco Toth, il più probabile. Di seguito Schwazer e Tallent, senza che vi sia un eccessivo distacco fra i tre.” Il polacco è un sostenitore del progetto di recupero di Schwazer: “Non sono un giudice, so che sono state rispettate le regole e che ora è un atleta molto controllato. Paradossalmente può diventare un ambasciatore dell’antidoping“.

Anche lun altro grande ex della marcia, ossia Jefferson Perez, il mito dello sport dell’Ecuador, ha abbracciato Schwazer sul traguardo. La situazione, invece, tende a cambiare se si ricerca un parere fra gli atleti ancora in attività.Un esempio è Yohann Diniz, il primatista del mondo e campione d’Europa, che ha voluto dire la sua tramite Twitter, “Il suo ritorno è una brutta notizia, è una persona cattiva“, incassando però anche qualche risposta non proprio entusiasta dai tifosi di Schwazer. All'”Equipe” ha detto anche: “Avrei scommesso in una sua vittoria a Roma, ha dei bei resti, è l’effetto Obelix, ma a Rio sarà un’altra cosa“. L’effetto Obelix, un modo per dire che l’epo di quattro anni fa funziona ancora? “Questo è un falso clamoroso”, secondo Dario D’Ottavio, il biochimico della “squadra” guidata da Donati che ha sottoposto Schwazer a 31 controlli in questi mesi. Secondo D’Ottavio: “L’aumento dei globuli rossi che trasportano l’ossigeno dura 120 giorni. Senza stimolazione questo numero ritorna nella norma o addirittura scende. Non a caso, noi abbiamo sempre trovato un valore normale, 14,2 di emoglobina“. A questi punti non resta che aspettare il verdetto in pista.

Diverso da Diniz il parere di Toth, il campione del mondo, il quale recentemente ha rilasciato questa dichiarazione: “Personalmente sono per la squalifica a vita in caso di doping. Ma le regole sono queste e per me Schwazer sarà un avversario come tutti gli altri, se sarò sconfitto non tirerò mai in ballo il passato“. E’ inevitabile che l’atleta altotesino, dopo lo scandalo del doping, riesca a scatenare delle polemiche simili. Alessandro Pezzatini, uno degli ex marciatori coinvolti nel progetto di recupero di Schwazer, pensa che sia opportuno insistere sulla 50 senza perdere troppo tempo: “Precisiamo, non sono nella squadra, ho solo dato una mano per l’amicizia che mi lega a Donati, Secondo me Alex a Rio deve fare solo la 50. Tuttavia anche nella 50 bisogna essere pronti a cambi di ritmo improvvisi, penso a quelli che possono venire dai cinesi, e quindi l’esigenza di velocizzazione c’è. Giusto quindi andare a fare una 20 nelle prossime settimane“.

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