La barlettana Inglese come Mennea: andrà alle Olimpiadi di Rio

Pubblicato il autore: vito contento Segui

Inglese
Veronica Inglese come Pietro Mennea. La fondista di Barletta ha ottenuto il pass per partecipare alle prossime Olimpiadi di Rio. Come il celebre concittadino, uno dei più grandi campioni dello sport italiano (per 17 anni primatista mondiale dei 200 metri con 19’72”), anche Veronica avrà l’onore di partecipare alla competizione più ambita da un atleta, quella a cinque cerchi. La 25enne rappresentante dell’Esercito con 31’42”02 ha ottenuto in California, a Palo Alto, il tempo minimo per i Giochi, che è anche il record personale, superato di 43 secondi, ottenuto due anni fa a Ferrara ai campionati italiani. Che avesse un futuro nella disciplina lo si era capito nel 2009 quando nei 5000 conquistò il bronzo agli Europei juniores a Novi Sad.

Una grande gioia per l’atleta barlettana che la ripaga dei tanti sacrifici e della buona dose di sfortuna che ha caratterizzato la sua carriera, spesso interrotta da infortuni, più o meno gravi. Un tempo di assoluto valore quello fatto segnare al Payton Jordan Invitational, sulla pista dell’impianto dell’Università di Stanford, il quarto risultato di sempre sui 10.000 che pone la Inglese immediatamente dopo Maura Viceconte, Silvia Sommaggio e Maria Guida. Un primato personale valso il nono posto in una gara vinta dalla keniana Irene Cheptai in 31’15”38 e che l’azzurra ha condotto in modo regolare, facendo registrare il tempo di 15’52” a metà percorso. Era oltre quindici anni che un’italiana non si esprimeva su questi livelli.

“Ho atteso per tanto tempo questo risultato – ha dettoè stato fantastico. Era il mio traguardo, quello di centrare lo standard per Rio e il fatto di avere il 31 davanti nel cronometro è una gioia immensa. E’ stata una gara faticosa che dopo due chilometri si è spezzata in due. Così mi sono ritrovata a tirare il secondo gruppo, insieme alle agguerrite giapponesi Uehara e Sekine che mi hanno fatto sempre sentire il fiato sul collo. Meglio così, per me è stato uno stimolo in più. Forse nella volata mi è mancato lo spunto, ma ci stiamo lavorando”. Usa il plurale riferendosi al suo allenatore, Massimo Magnani, con cui la mezzofondista barlettana, spinta all’atletica dal padre Michele, quando aveva 12 anni, si allena fra le strade di Barletta, la pista di Bisceglie e il centro romano dell’Esercito alla Cecchignola.

La prestazione di Veronica Inglese non è arrivata per caso. Che fosse in gran forma si era capito già nelle precedenti uscite. Nella mezza maratona di Cardiff la Inglese era stata la migliore delle atlete europee, piazzandosi al 16° posto in 1h10’59”. Poco più di due settimane fa nell’Appia Run, a Roma, sugli impegnativi 13 km con salite e passaggi nel parco della Caffarella, aveva dominato la gara femminile. Un successo che aveva dato ulteriore fiducia in vista dell’appuntamento californiano. Si era ripromessa di tornare dagli Stati Uniti con il pass olimpico e così è stato (è l’atleta azzurra numero 199 a qualificarsi per i Giochi in Brasile). E ora si prepara al grande appuntamento di Rio. Prima però, agli inizi di luglio, ci sono gli Europei di Amsterdam, in Olanda. Poi le Olimpiadi. Dove dovrà anche dimostrare di essere pronta per la maratona, suo prossimo obiettivo. “Nel 2017 penso di esordire sui 42,195 chilometri”, ha annunciato.

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