Le parole di Tamberi: ”Punto a Golden Gala ed Europei e Schwazer…”

Pubblicato il autore: Davide Serioli Segui
Le parole di Tamberi campione di salto in alto indoor

Le parole di Tamberi campione di salto in alto indoor

Le parole di Tamberi: ”a Roma sarò al top” e su Schwazer:”Meglio se non dico nulla”.

Il campione di salto in alto Indoor sarà di nuovo in scena, stavolta su un palcoscenico ancora più prestigioso: la tappa di Diamond League di Rabat.
Ancora una volta in queste dura sfida, incontrerà molti suoi acerrimi rivali tra i quali coloro che erano con lui sul podio in Oregon.
Parliamo del britannico Grabarz e lo statunitense Kynard ed oltre a loro, saranno della gara anche l’ucraino Bondarenko e Fassinotti.
Chi invece non potrà essere presente nella sfida di Rabat sarà Silvano Chesani che da tempo è ormai fermo a causa di un edema osseo alla caviglia di stacco, che gli consentirà di tonerà disponibile a fine giugno.
Tamberi ha concesso una ricca intervista nella quale è stato anche stuzzicato a proposito di Schwazer.
Tra i due non corre buon sangue come dimostrato dalle parole del campione di salto in alto nei suoi confronti.
Ora vi mostriamo l’intervista di Tamberi riportata dalla Gazzetta dello Sport.
Tamberi, quali risposte cerca?
“Sono al debutto all’aperto, ma anche alla prima gara di un trittico che il 2 giugno mi porterà a Roma e il 5 a Birmingham. Poi tornerò in officina fino agli Europei di Amsterdam di luglio”.
Com’è la condizione?
“Fino a pochi giorni avrei detto pessima: dopo i Mondiali ho riposato due settimane, ma a condizionarmi ora è il lavoro di carico svolto dopo. L’obiettivo è Rio: metto fieno in cascina”.
Le prime due tappe del circuito, coi successi di Kynard a Doha con 2.33 e di Bondarenko a Shanghai con 2.28, non hanno offerto botti: sorpreso?
“Siamo tutti nelle stesse condizioni, ma i più pericolosi restano Barhsim, Bondarenko e Drouin”.
Si aspettava il siriano Ghazal a 2.36?
“Non lo conosco: curioso che a 29 anni si migliori il personale di 5 cm in una sola volta. Dovrà confermarsi”.
E Fassinotti?
“In aprile, a Formia, anche lui mi era parso pesante: non mi aspettavo a Doha saltasse già 2.29. Mai sottovalutarlo”.
Come ha lavorato?
“Le due settimane trascorse a inizio mese al centro di preparazione olimpica di Barcellona anche grazie a Fabio Cerutti, sprinter azzurro che vive lì, sono state molto utili. Insieme a me e a papà, c’erano mio fratello Gianluca e Alessia Trost. Allenarsi insieme a lei è stimolante. Ci conosciamo dal 2009: è importante confrontarsi, avere punti di vista diversi. Abbiamo caricato tanto”.
Tecnicamente a che punto è?
“Ho tempi a terra lenti. In queste 3 gare, come nella prima parte della stagione indoor, salterò con rincorsa a 9 passi. La porterò a 11 dagli Europei”.
Comincerà lì a far sul serio?
“In realtà tengo al Golden Gala: il pubblico italiano mi gasa. Nel 2012 preferirono altri a me, nel 2014 ero infortunato”.
Le reazioni alle sue affermazioni su Alex Schwazer l’hanno condizionata?
“Non le rinnego, ma non parlo: non voglio sciupare energie”.
Si aspettava tanto clamore?
“Passo, sto zitto”.
Quanto vale in questo momento?
“Pochi giorni fa avrei detto 2.15, ora papà mi ha tranquilizzato”.
Ha mai gareggiato in Africa?
“No, ma con un volo Bologna-Casablanca la trasferta è comoda”.
Barba a metà?
“Certo, col solito protocollo pre-gara”.

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