Alex Schwazer positivo al test antidoping: in forse la sua partecipazione alle Olimpiadi di Rio

Pubblicato il autore: Daniela Segui

schwazerAlex Schwazer, marciatore italiano, trovato positivo al test antidoping. Il colpo è stato fortissimo per lui che, con questo risultato, sfuma quasi completamente ogni speranza di partecipazione alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro. Per l’atleta, supportato nella sua battaglia dall’allenatore Sandro Donati e dall’avvocato Gerhard Brandstatter, si tratta soltanto di un complotto, dato che la quantità di medicinale rinvenuta nel suo corpo è talmente misera da non fare pensare a un’assunzione per innalzare le prestazioni. Secondo lo sportivo si tratterebbe di un controllo con il solo scopo di tenerlo fuori dalle gare, data la sua bravura e la sua altissima professionalità. In tale circostanza, Alex resta così convinto di questa ipotesi che ha persino sporto denuncia contro ignoti. Secondo lui e i suoi legali, il materiale dopante, il testosterone sintetico rinvenuto nel corpo, gli sarebbe stato somministrato a sua insaputa da altre persone, visto che quello che è stato ritrovato nei campioni è talmente minimo che sicuramente non avrebbe fornito un valido aiuto per le gare. Come ha dichiarato o stesso Donati:”…La positività è talmente lieve che il profilo del sangue è inalterato…”. Per l’allenatore dunque le ipotesi sono” O un’assunzione involontaria per mano di un soggetto terzo, o che il campione abbia preso il materiale proibito spontaneamente, ipotesi tra l’altro esclusa, o forse un complotto per tenere il marciatore fuori dalle gare olimpiche”.  Dunque giochi di potere, somministrazioni involontarie e test fin troppo ripetuti… Un losco giro che avrebbe condotto a una “pseudo” positività delle provette tutt’altro che provante… Nel frattempo, in accordo con il suo avvocato, la provetta incriminata è stata contestata. L’atleta rivela che da gennaio a maggio, nonostante le analisi cui si è sottoposto, è sempre risultato negativo dunque pulito, e che non basterebbe una quantità minima per dimostrare una sua presunta assunzione di sostanze dopanti. Tra l’altro Schwazer si è sempre dimostrato contrario al doping dichiarando che ne prova disgusto se non addirittura “vomito” e quello che ha accaduto si è rivelato un colpo oltremodo basso. Nonostante il clamore e la delusione che ha suscitato l’evento, la stella sportiva si è dichiarata combattiva e, almeno davanti ai riflettori, non ha versato nemmeno una lacrima: l’asso della marcia si è dichiarato pronto a combattere per dimostrare la sua innocenza e soprattutto per gareggiare a Rio, che resta per ora il suo principale obiettivo, come ha tutto lo staff che lo sostiene. Certo è che per Alex un fatto suddetto non è isolato: già di recente era stato coinvolto in un caso del genere dove ci fu persino un’inchiesta penale in cui egli stesso patteggiò per una pena 8 mesi… L’ inchiesta è ancora in corso e le polemiche anzichè abbassarsi stavolta si sono innalzate. Ce la farà adesso lo sportivo a dimostrare, come fortemente sostiene, la sua innocenza? Complotto reale o difesa dei suoi legali per scagionare la giovane promessa dello sport? Le accuse restano ancora in piedi e stavolta in gioco non c’è soltanto una pena di pochi mesi, ma una mancata partecipazione alle Olimpiadi che per ogni atleta che si rispetti, rappresenta una condanna molto più “tosta” di qualsiasi detenzione.

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