Atletica, Jan Zelezny: “Yego è il nuovo talento”

Pubblicato il autore: Gabriele Lepri Segui

DOPING atletica

All’ottava tappa di Diamond League all’Olimpico di Stoccolma non era presente questa sera, ma il ricordo per Jan Zelezny sarà sicuramente in mente a tutti gli appassionati di atletica. Il record Jan Zelezny, tre volte campione oro olimpico, ha compiuto vent’anni: 98,48, un risultato straordinario che ha attirato nel 1995 gli occhi di tutto il mondo. Jan Zelezny proprio oggi ha raggiunto i 50 anni di età, un motivo in più per intervistare il noto campione. Gazzetta.it ha avuto l’onore di avere varie dichiarazioni molto importati. Partendo proprio dal suo compleanno Jan Zelezny ha iniziato la sua intervista per poi passare ai 20 anni trascorsi dal suo record mettendo a confronto questi due numeri straordinari : “I 50 del compleanno sono solo un numero. Non me li sento: sto al campo 4-5 ore al giorno, seguo i miei 4 figli e i miei atleti. In inverno rimango con loro anche più di due mesi in Sudafrica, gioco a tennis e a pallavolo. I 20 del primato, che considerando i limiti precedenti sono quasi 23, invece mi inorgogliscono. Non mi sembra possibile sia trascorso tanto”. Riguardo al record da lui raggiunto coadiuvato dalla resistenza dello stesso,  il noto atleta ha così risposto: “Ho pensato che Tero Pitkamaki, nelle sue stagioni migliori, potesse far meglio, invece ora non vedo chi possa superarlo. Ci sono ottimi atleti, ma manca la convinzione per andare oltre i propri limiti. Quel giorno in cui ho centrato il record ero in gran forma: chiesi al mio manager di trovarmi in fretta una gara. Ogni tanto mi rivedo su youtube per studiare qualche dettaglio o perché i miei figli me lo chiedono: due non erano ancora nati. Avevo di speciale un mix di qualità: tecnica, velocità e potenza, ma non il mio fisico. Merito di papà, un maestro”. Jan Zelezny ha poi parlato dei possibili suoi eredi facendo un paragone con gli atleti attuali: “Sono contento che il campione del mondo sia il keniano Yego. A Mosca 2013 era sceso dal podio all’ultimo lancio, a Pechino 2015, con quel 92.72, s’è superato. Ha talento. E conferma l’universalità della specialità che vede al vertice anche un trinidegno e un egiziano. a Yego manca una maggior convinzione. Sostiene che il record è inavvicinabile. Dovrebbe credere il contrario”. Riguardo alle capacità dei suoi allievi Jan Zelezny ha così analizzato il punto: “Difficile: ma sono soddisfatto di loro. Quattro hanno gli 83 metri del minino olimpico: insieme a Vesely e Vadlejch, Peter Frydrych e Jaroslav Jilek, 27enne che fino al 2013 non ne valeva più di 74. I tre che a termini scaduti vanteranno le misure migliori andranno a Rio”. Infine un commento, data la sua presenza in passato da membro Cio,  riguardo alla possibilità concreta della Russia nel disputare le gare di Rio visti i problemi messi in luce nelle scorse settimane: “Il problema è grave e va risolto, ma detesto le edizioni dei Giochi dimezzate e non posso credere che innocenti debbano pagare per altri. L’Olimpiade è un sogno, non va spezzato senza colpe dirette. Si trovino altre soluzioni. Risolverebbe la piaga-doping di oggi? No. Ripartendo da zero, intorno all’atletica si creerebbe forse più interesse. Ma penso ci siano metodi migliori per rilanciare il nostro sport”.

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