Atletica – la IAAF esclude la Russia da Rio.

Pubblicato il autore: Michele D. Segui

MONACO - NOVEMBER 26:  Lord Sebastian Coe, President of the IAAF answers questions from the media during a press conference following the IAAF Council Meeting at the Fairmont Monte Carlo Hotel on November 26, 2015 in Monaco, Monaco.  (Photo by Dan Mullan/Getty Images)
A poco meno di due mesi dall’olimpiade di Rio, è arrivata la tanto attesa decisione della Federazione internazionale di atletica leggera sul caso Russia, scoppiato a novembre grazie alle rivelazioni della tv tedesca Ard, e che aveva rivelato l’esistenza di un sistema nascosto costruito per alterare o nascondere migliaia di test antidoping con coperture ai più alti livelli politici, con invischiati l’allora presidente della IAAF Lamine Diack, i suoi figli e consiglieri, il presidente della federazione russa, tutt’ora in carica, Vitaly Mutko, il laboratorio antidoping di Mosca e diversi atleti, tra cui l’oro di Londra negli 800 donne Mariya Savinova e il bronzo Ekaterina Poistogova, che pagavano tangenti pur di avere i loro test positivi distrutti e nascosti.
Ebbene, il presidente della IAAF Sebastian Coe, al termine della riunione del consiglio straordinario indetto a Vienna, così annuncia : “ Nessun uomo o donna della federazione russa parteciperà alle gare di atletica alle prossime Olimpiadi, ne atleti, ne tecnici, ne ufficiali”. I 25 membri del consiglio,infatti, hanno votato all’unanimità il mantenimento della sospensione alla federazione russa a tempo indeterminato.
Come afferma il norvegese Rune Andersen, incaricato dalla iaaf di monitorare la situazione a Mosca, ” non vi sono le condizioni per toglierla: a fronte di pochi passi avanti,la tolleranza al doping è rimasta, anzi vi sono prove che le autorità abbiano favorito il doping e insabbiato le positività, in un sistema altamente corrotto, e non è stata creata nessuna infrastruttura anti-doping credibile “. Insomma regge la tesi della federazione internazionale di un sistema di doping di stato ben lungi dall’essere stato abolito, e trovano la conferma le indiscrezioni di atleti russi in fuga dai controlli e di un sistema totalmente marcio.

Naturalmente la questione non si esaurirà qui: il presidente russo Putin parla di scelta sbagliata, visto che il doping deriva da responsabilità individuali e non di massa, mentre la federazione russa, per bocca dello stesso Vitaly Mutko, tra l’altro molto vicino a Putin, dice che ricorrerà al TAS di Losanna, adducendo che “la federazione  ha fatto tutto quanto gli è stato chiesto, raggiungendo tutti i 100 criteri che la IAAF gli ha chiesto di soddisfare, e che i sogni degli atleti puliti non possono essere infranti da pochi sporchi”. La pensa così anche la superstar di casa Yelena Isimbayeva, che vorrebbe partecipare alla sua quarta olimpiade, dopo averne già vinte due. L’astista russa di dice pronta a portare in tribunale la iaaf per violazione dei diritti umani, rigettando la logica dell’accusa per cui se un mio vicino è dopato allora la sono pure io.
Per questi atleti puliti, la iaaf ha lasciato aperto uno spiraglio: se un atleta dimostra di essere fuori dal sistema russo e non esserne mai venuto a contatto, accetta di farsi controllare da organismi internazionali ed è rinomato per la sua lotta al doping, potrà chiedere al CIO di essere autorizzato a gareggiare sotto la bandiera a cinque cerchi, come atleta neutrale, senza inno e senza bandiera russa.
Proprio al comitato olimpico internazionale spetta infatti la prossima decisione: il presidente Bach aveva detto che voleva proteggere gli atleti puliti e farli partecipare, ma i suoi consiglieri, tra cui il suo vice Coates non avevano ben accettato questa benevolenza. Martedi 21 Giugnio ci si riunirà a Losanna per discutere della questione.

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