Atletica: Russia esclusa da Rio 2016 per i fatti di Doping

Pubblicato il autore: Andrea Pertile Segui
Yelena Isinbayeva  (fonte : IAAF)

Yelena Isinbayeva (fonte : IAAF)



Dopo la minaccia, ora arriva la doccia fredda. Alle Olimpiadi di Rio 2016, le quali partiranno tra meno di 50 giorni, “nessun uomo o donna parteciperà alle gare di atletica sotto la bandiera della Russia”. A comunicarlo è Sir Sebastian Coe, presidente della Federazione Atletica Internazionale (IAAF) a margine del Consiglio Straordinario tenutosi a Vienna. I 25 componenti riuniti nella plenaria hanno votato all’unanimità e per questo la sospensione del Comitato Atletico Russo dalle varie competizioni internazionali (non solo Olimpiadi, ma anche mondiali di disciplina) per un tempo non definito. “Non ci sono le condizioni per toglierla”, afferma la direttrice della commissione di controllo creata ad hoc per monitorare il sistema creato da Mosca, Rune Andersen. Per ovviare alla squalifica per doping qualcosa si è mosso, ma non abbastanza per impedire un’esclusione totale del Paese guidato da Vladimir Putin. “La cultura della tolleranza (o peggio) del doping, retaggio dell’Unione Sovietica, non è cambiata. Non è mai stata creata un’efficace struttura antidoping all’interno del paese. E abbiamo motivi di credere che le autorità russe, ben lungi dal combatterlo, abbiano favorito il doping e insabbiato positività“, dichiara al Corriere della Sera Andersen. L’estromissione comporta, per adesso, l’impossibilità della Russia a partecipare non solo a Rio – come detto -, ma anche all’Europeo di Amsterdam, in programma dal 6 al 10 luglio prossimi.

Russia, corruzione altissima

Tra i motivi che hanno spinto il massimo organismo dell’atletica mondiale ad escludere l’ex Impero zarista da ogni competizione internazionale ci sarebbe l’altissimo livello di corruzione, alla faccia della ramanzina preparata da Vladimir Putin nel corso del Forum Economico di San Pietroburgo al quale vi ha preso parte anche il primo ministro italiano Matteo Renzi: “Non possono esserci responsabilità collettive per gli atleti di una Federazione se qualcuno ha fatto uso di sostanze dopanti — ha detto il leader del Cremlino —. La responsabilità può essere solo individuale”. Una posizione totalmente opposta a quella della IAAF, la quale porta avanti la tesi contraria. L’opinione pubblica russa è talmente piena zeppa di cattive opinioni da far pensare addirittura al complotto come giustificazione per l’esclusione di massa. E’ quello che pensa la primatista mondiale Yulia Isinbayeva, che a Rio cercava il suo terzo oro consecutivo: “Non rimarrò in silenzio, è una violazione dei diritti umani. Porterò la Iaaf in tribunale”. La Federatletica Russa ha già impugnato la sentenza al Tribunale arbitrale sportivo di Losanna. “Siamo dispiaciuti dalla decisione di confermare la squalifica di tutti i nostri atleti, creando una situazione senza precedenti — ha commentato il ministro russo dello sport, Vitaly Mutko —. I sogni degli atleti puliti vengono distrutti per colpa del comportamento riprovevole di altri atleti e dirigenti”. Tuttavia il Cio, organismo cui spetta l’ultima parola su questa dolorosa vicenda che ha sconvolto l’intero mondo dello sport,  ha lasciato aperto uno spiraglio per tutti quegli atleti che sono in grado di provare la loro estraneità. Il punto è capire con quale formula questi ultimi potranno venire ammessi a Rio: maggiori dettagli verranno forniti al termine della riunione del Comitato Olimpico Internazionale prevista per martedì prossimo a Losanna. 

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