Doping, il Cio squalifica la Federatletica russa, ma con riserva

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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Il Cio squalifica la Federatletica russa. Dopo aver assistito alla sentenza della Iaaf (Federazione Internazionale di Atletica Leggera), che ha confermato qualche giorno fa la sospensione inflitta lo scorso novembre alla Federatletica russa, in seguito ai numerosi casi di assunzione di sostanze proibite accertati dalla Wada (agenzia mondiale anti doping), il Cio (Comitato olimpico Internazionale) ha confermato l’esclusione da dai Giochi Olimpici di Rio 2016 per la squadra di atletica russa in relazione allo scandalo doping. Una dura presa di posizione, ammorbidita dall’apertura verso gli atleti considerati puliti: “Chi dimostrerà di essere pulito potrà partecipare ai Giochi e gareggiare sotto la bandiera della nazionale russa”, ha affermato il presidente del Cio, Thomas Bach, al termine del summit tenutosi a Losanna nella giornata di oggi. Tutto confermato, dunque. La Russia non sarà presente al via delle discipline di atletica a Rio. La decisione dell’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica è stata ribadita dal Cio, che ha messo dunque la parola fine sulla faccenda dai tratti tipicamente noir. La squalifica per la Russia varrà soltanto per l’atletica e non per le altre 27 federazioni che invece potranno prendere parte ai Giochi al via questa estate. Inoltre, come ha sottolineato il presidente del Cio Thomas Bach, gli atleti che dimostreranno di essere puliti e di non aver assunto alcun tipo di sostanza proibita, potranno prendere parte ai Giochi Olimpici di Rio e gareggiare sotto la bandiera russa.

Il Cio squalifica la Federatletica russa. La decisione è giunta in seguito alle forti pressioni da parte di Mosca, che attraverso il proprio organo di Stato Duma, aveva da tempo espresso la sua visione delle cose sullo scottante caso, quasi fosse un intrigo internazionale di hitchcockiana memoria: “Una punizione collettiva potrebbe generare divisioni di razza tra gli atleti provenienti da diverse nazioni e sarebbe degna dell’Inquisizione spagnola e del regimi totalitari”, cosi si leggeva all’interno dell’invito russo inviato dallo stesso parlamento al Cio. “La punizione per uso di doping dovrebbe essere individuale. L’idea della responsabilità collettiva è contro gli ideali delle Olimpiadi”, aveva dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. Attorno a tutto questo putiferio e nei vari tentativi di non screditare troppo la Federatletica russa, visto che al momento gli sportivi che hanno assunto sostanze dopanti si sono mossi singolarmente, c’è una postilla molto importante: il lasciapassare per quegli atleti russi non sospettati di doping che potranno quindi partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016, nonostante la sospensione della Iaaf nei confronti di tutta la federazione di atletica russa. Lo ha stabilito ancora il Cio, riunitosi oggi a Losanna, che ha comunque confermato la sospensione della federazione: “Questi atleti affronteranno i giochi sotto i colori russi perché solo i membri affiliati al Comitato Olimpico Nazionale possono partecipare alle Olimpiadi. Ed il comitato olimpico nazionale russo non è sospeso”, ha detto il presidente del Cio Thomas Bach. Questi atleti, per andare quindi ai Giochi di Rio dovranno “essere dichiarati ammissibili dalle rispettive federazioni internazionali, dopo una valutazione individuale”. Dunque, saranno le federazioni nazionali ad assumersi tutte le responsabilità sugli atleti che parteciperanno ai Giochi, ma non vorremmo fosse un altro modo per insabbiare un caso scottante di doping.

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