Rio 2016, il virus Zika colpisce Kemar Bailey-Cole

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

kemar
Stanno per cominciare le Olimpiadi in Brasile e molti temono che i rischi legati al virus Zika  possano costituire una grave minaccia per gli atleti. Non molto tempo fa, in una lettera aperta, un gruppo di ricercatori  aveva chiaramente manifestato la propria preoccupazione dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva classificato questo virus come una “emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale”.  Proprio per questo, numerosi scienziati e medici internazionali avevano chiesto di rinviare o spostare altrove questa controversa  edizione dei Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016 che si svolgerà, fra la paura di questo contagio ed il persistente timore per possibili attacchi terroristici, in un clima decisamente teso. Tuttavia, l’Oms ha stabilito che non ci siano “motivi validi” per rimandare o spostare in altro luogo l’evento tanto atteso. Lo spettacolo, dunque, deve andare avanti e nulla può bloccare la macchina dello show business.
Intanto, il virus Zika ha colpito una delle stelle di punta di Rio 2016: stiamo parlando di  Kemar Bailey-Cole, campione olimpico di Londra 2012 e  compagno di squadra di Bolt nella staffetta giamaicana. E’ stato proprio l’atleta ad aver ammesso di  aver contratto l’insidioso virus.
Non c’è pace per il povero Kemar: già nel 2015, il campione  aveva dovuto rinunciare alla maggior parte delle gare di atletica leggera dopo aver contratto il virus Chikungunya, trasmesso anch’esso dalle zanzare e diffuso ampiamente nelle regioni tropicali. Per il momento le condizioni di Bailey-Cole sembrano essere stabili. Il campione ha eruzioni cutanee e dolori agli occhi, ma i muscoli e le articolazioni sembrano  a posto. Inevitabilmente, Zika non solo ostacola la preparazione del grande velocista ma potrebbe, forse ed il condizionale è ancora d’obbligo, persino compromettere la partecipazione a Rio 2016. Kemar Bailey Cole  si stava allenando in vista della vigilia dei trials giamaicani, quando ha accusato i primi sintomi.  Il campione giamaicano è deciso a fare l’impossibile per  partecipare ai Giochi Olimpici di Rio. Precedentemente, Marina Alabau, la celebre velista spagnola aveva dichiarato di aver contratto Zika in quel di Rio alla fine dell’anno scorso in occasione di alcune gare preolimpiche. Nei giorni scorsi, invece, Rory McIlroy, stella del golf, ha dichiarato di aver deciso di dare forfait per il timore di contrarre il tanto temuto virus.
Così, il caso di Kemar Bailey-Cole ed il no di McIlroy  riaccendono le polemiche in vista dei Giochi di Rio.
Una piccola curiosità: finora l’unico motivo che ha indotto il mondo a cancellare i Giochi olimpici sono state le guerre mondiali (Berlino 1916, Tokyo 1940 e Londra 1944).
Il virus zika è apparso in Brasile due anni fa ed è trasmesso dalle punture di zanzara. Provoca febbre, dolori muscolari, eruzioni cutanee. Solitamente l’infezione è benigna e si risolve dopo qualche settimana di terapia, ma l’allarme nasce dalla correlazione della malattia con  più di quattromila casi di microcefalia neonatale. Purtroppo, alcuni di questi neonati sono deceduti, mentre la maggior parte sopravvive ma con difficoltà d’apprendimento più o meno gravi. Per questo motivo, il lunghista Greg Rutherford, campione olimpico e la sua compagna hanno scelto di congelare lo sperma dell’atleta per non avere alcun timore in caso di futuri concepimenti.
Sfortunatamente,  l’inizio della manifestazione di Rio 2016 coinciderà con  il massimo momento di sviluppo delle zanzare e ciò continua ad alimentare le preoccupazioni negli atleti.
Staremo a vedere cose succederà nelle prossime settimane ma la tensione, per ovvi motivi, rischia di compromettere il buon esito di questa edizione, decisamente sfortunata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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