Schwazer Doping, il legale: “La colpa potrebbe essere di una bistecca”

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito Segui
FONTE: Screenshot TG1

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Schwazer doping, il legale prova a difenderlo dalle accuse spiegando i motivi della sua positività al testosterone sintetico: “L’animale mangiato da Alex potrebbe aver causato il tutto”

Alex Schwazer è finito di nuovo nell’occhio del ciclone: dopo essere risultato positivo a un controllo antidoping effettuato alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra 2012 (con conseguente squalifica fino ad aprile 2016), pochi giorni fa un campione di urina prelevato il 1° gennaio 2016 ha riscontrato, sei mesi dopo, la presenza di un’altissima percentuale di anabolizzanti steroidi.
Schwarzer era tornato a gareggiare nella marcia dei 50 chilometri l’8 maggio scorso organizzata a Roma, tra l’altro vinta. Fin dall’inizio l’atleta si è dichiarato innocente e sorpreso dalla nuova accusa, definendo le notizie “false e mostruose“, architettate ad hoc per metterlo in cattiva luce e far scatenare un nuovo vortice mediatico intorno al suo nome.
Oggi anche il suo legale, Gerhard Brandstaetter, ha cercato di difenderlo e di scoprire le cause dei risultati delle analisi: la colpa sarebbe da ricondurre ad una bistecca ingerita dall’atleta e che potrebbe essere stata trattata in precedenza con ormoni della crescita, come ormai di consueto negli allevamenti intensivi di bovini. Questo particolare però non potrà essere usato nella strategia difensiva di Brandstaetter, in quanto a sei mesi dal prelevamento del campione di urina non è più dimostrabile. Nelle ultime ore, intanto, è stata presentata ufficialmente una denuncia penale a carico di ignoti nella quale si ipotizzano i reati di falso e frode sportiva.

La bistecca “incriminata” sarebbe stata mangiata da Schwazer il 31 dicembre 2015, ossia il giorno prima del test: “Puntiamo molto nella nostra strategia di difesa a evidenziare tante irregolarità di diverso tipo che purtroppo siamo costretti ad affrontare. Le irregolarità in questione partono da gennaio: su questa prova, inizialmente risultata negativa, è stato chiesto un altro test a maggio dalla Wada e per noi questa è un’anomalia. Entro martedì scriveremo anche una lettera alla Iaaf per capire se ci può essere la possibilità di annullare la procedura contro Schwazer per escluderlo dalla partecipazione alle Olimpiadi di Rio e la sua conseguente espulsione: riferiremo ovviamente tutte le incongruenze che abbiamo trovato. I risultati dei test erano noti già a maggio, ma sono stati divulgati soltanto in questi giorni. E’ una grave irregolarità che si è verificata proprio agli sgoccioli della scadenza dei termini per presentarsi alle Olimpiadi”.
Insieme a Schwazer, fu squalificata per un anno e 4 mesi anche la fidanzata Carolina Kostner, rea di averlo coperto e di aver negato la presenza di sostanze proibite in casa. La notizia fu un grave colpo per tutto il mondo dell’atletica italiana, visto che Schwazer allora rappresentava l’uomo di punta dell’intero movimento nazionale. Ora la sua presenza alle imminenti Olimpiadi di Rio, in programma dal 5 al 21 agosto, è in forte dubbio: Schwazer continua a dichiararsi innocente ed estraneo ai fatti, ma soltanto ulteriori analisi potranno dire se sta effettivamente dicendo la verità o se è davvero colpevole, di nuovo, di essere caduto nel baratro del doping, una piaga ormai sempre più diffusa soprattutto nel mondo dell’atletica leggera.

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