13 Luglio 1985: Sergej Bubka raggiunge i 6 metri nel salto con l’asta

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

sergej bubka

E’ considerato, senza ombra di dubbio, il più grande di tutti i tempi nella disciplina sportiva del salto con l’asta. Sto parlando, ovviamente, del grande Sergej Bubka, atleta sovietico, precisamente ucraino.
Trentuno anni fa , il 13 Luglio del 1985, Sergej Bubka è il primo uomo al mondo a raggiungere i 6 metri nel salto con l’asta e, dal 1984 al 1986, venne nominato miglior sportivo dell’Unione Sovietica per tre anni consecutivi.
Ma la sua carriera sportiva inizia ben prima, e mi piacerebbe ripercorrere, seppur brevemente, la sua storia insieme a voi.
Sergej Bubka nasce il 4 dicembre del 1963 a Luhansk, in Ucraina. Inizia ad allenarsi e a praticare, con dedizione e sacrificio, la disciplina del salto con l’asta dal 1972, all’età di nove anni. Nel 1983, a soli venti anni, entra prepotentemente nella storia di questo sport vincendo i mondiali di Helsinki, con la misura di 5 metri e 70.
Successivamente, come già detto, a Parigi, nel 1985, oltrepassa la misura dei 6 metri, altezza considerata praticamente irraggiungibile fino a quel giorno.
Nel corso della sua carriera Sergej Bubka superò il muro dei 6 metri per ben 43 volte, stabilendo ben 35 nuovi record mondiali (17 all’aperto e 18 indoor).
Uno dei segreti del suo enorme successo era, senza dubbio, l’utilizzo di aste più rigide e più lunghe, che gli permettevano di ottenere una migliore azione catapultante. Per fare questo, però, ci voleva uno sforzo fisico sicuramente più grande rispetto ai suoi avversari, perchè era necessario sopportare, per l’appunto, un peso maggiore durante la corsa. Inoltre, per poter flettere questo tipo di aste, bisognava correre ancora più veloce e la sua corsa, con l’asta in mano, raggiungeva anche i 35 km/h di media: una velocità, per intenderci, raggiunta dai velocisti professionisti nei 100m.
Un altro piccolo stratagemma era quello impugnare l’asta più in alto del solito. Un’accortezza che gli dava senza dubbio più margine ma, nel contempo, meno stabilità.
Sei un atleta, non un seduttore.  – dichiarò un giorno l’astista sovietico – Non devi stare lì ad ammirati, ma a gareggiare. Devi avere fame di successi, di risultati, di gloria. Lo sport non è una sfilata, è provarci per davvero con tutto te stesso.
Si narra anche che Sergej Bubka avesse deciso di centellinare, di fatto, le proprie performance e le proprie capacità al fine di migliorare e stabilire un nuovo record di volta in volta, visto che l’Unione Sovietica aveva l’abitudine di premiare i propri atleti ogni qualvolta riuscivano a stabilire un nuovo record del mondo. Non ci è dato sapere se questo aneddoto corrispondesse alla realtà, ma sta di fatto che il suo dominio assoluto nel salto con l’asta non ha praticamente eguali nella storia dello sport moderno.
In tutti i casi, tra il 1984 ed il 1988, Sergej Bubka migliora il proprio record del mondo di ben 21 centimetri: più di qualsiasi altro atleta, della sua stessa disciplina, nei dodici anni successivi.
Nel 1988 è a Nizza, dove supera l’asticella dei 6 metri e 6 centimetri per poi partecipare, alcune settimane dopo, alle Olimpiadi di Seul. In Corea le aspettative sono moltissime, sopratutto in merito alla possibilità di poter superare l’altezza dei 6 metri e 10. Obbiettivo che, in quella occasione, non viene raggiunto, anche se Sergej Bubka riesce comunque a vincere la sua prima (ed unica) medaglia d’oro olimpica con la misura di 5 metri e 90. L’appuntamento con i 6 metri e 10, per altro, è solo rimandato di qualche anno: l’altezza viene raggiunta, infatti, nel 1991, a San Sebastian, in Spagna.
La vita di un’atleta, comunque, è spesso caratterizzata da alti e bassi, da momenti positivi e momenti negativi, periodi fortunati o meno. Il 1992, ad esempio, è un anno non proprio da ricordare per Sergej Bubka, visto che, alle Olimpiadi di Barcellona, in Spagna, sbaglia per ben due volte la misura dei 5 metri e 70 e, successivamente, nel terzo ed ultimo tentativo, anche quella dei 5 metri e 75, venendo quindi eliminato dalla competizione.
Dopo quella cocente delusione sportiva, molti esperti e giornalisti del settore si affrettarono a decretare la fine dell’atleta ucraino, ma verranno ampiamente smentiti dallo stesso Sergej Bubka che, il 31 luglio del 1994, a Sestriere, stabilisce l’attuale, e ancora imbattuto, record del mondo di 6 metri e 14 centimetri. L’anno prima (21 febbraio 1993), inoltre, aveva già stabilito anche il record indoor, con la misura di 6 metri e 15: primato che però resterà imbattuto fino al 15 febbraio del 2014, quando l’atleta Renaud Lavillenie, lo migliorerà ulteriormente portandolo a 6 metri e 16 centimetri.
Nel 1996 si qualifica per i giochi olimpici di Atlanta, ma un infortunio gli impedisce di partecipare. L’ultima Olimpiade che lo vedrà in pista sarà quella del 2000, a Sidney, ma anche in questa occasione la manifestazione con i cinque cerchi sembra risultare stregata per Sergej Bubka, visto che fallisce per tre volte la misura dei 5 metri e 70 e viene quindi eliminato anzitempo dalla competizione.
L’unico oro conquistato nelle gare olimpiche resta dunque quello di Seul, nel 1988, ed è piuttosto particolare visto il suo predominio assoluto e praticamente indiscusso, per quasi venti anni, nel salto con l’asta.
Probabilmente avrebbe avuto la possibilità di primeggiare anche a Los Angeles, nel 1984, se non ci fosse stato il boicottaggio del suo paese. L’URSS, infatti, insieme a tutto il blocco sovietico, in quella occasione, annunciò che non avrebbe partecipato ai giochi, evidentemente in risposta al boicotaggio degli Stati Uniti d’America, effettuato alle Olimpiadi del 1980 a Mosca, a causa dell’invasione sovietica dell’Afghanistan.
Nel 1997, nonostante i suoi 34 anni, Sergej Bubka riesce comunque ad affermarsi ancora una volta in un campionato del mondo, tenutosi ad Atene, e conquista il suo ultimo titolo, con la misura di 6 metri e 01.
Si ritira ufficialmente dalla scena agonistica a 37 anni, il 4 dicembre del 2001. In quell’occasione la città di Donetsk, dove si era trasferito all’età di 15 anni insieme al suo allenatore Vitalij Petrov, lo omaggia realizzando una statua in bronzo che lo raffigura in posa solenne.
Sempre a Donetsk, alla fine degli anni ’80, Sergej Bubka fondò il “Bubka Sport Club”: un centro di atletica leggera che si pone l’obiettivo di avvicinare i ragazzi allo sport per evitare che rimangano per strada. I salari degli allenatori impegnati in questo centro sportivo sono interamente coperti dallo stesso Bubka.
Ho deciso di investire in un club sportivo per aiutare i giovani. Con il collasso del sistema sovietico non c’è abbastanza denaro per avvicinare i bambini al mondo dello sport. Quando hanno finito la scuola, i ragazzi vagano per le strade ed è necessario offrire loro qualche interesse. In questi casi, lo sport è una delle migliori cose.“, ebbe modo di raccontare l’atleta ucraino.
Terminata la carriera agonistica, Sergej Bubka è entrato a far parte del Comitato Olimpico Internazionale nel 1999. E’ stato Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Ucraino, Vice-Presidente della IAAF, Membro del Comitato Esecutivo del CIO e presidente della Commissione Atletica del CIO. È stato inoltre un membro del Parlamento ucraino e Ministro, ricoprendo la carica di Primo Consulente del Ministero della Gioventù, della Cultura e dello Sport.
Nel mio sport, ho avuto un certo successo ma nulla mi sarebbe stato possibile senza il sostegno della mia gente, ed il suo affetto. Ora mi dispiace di dover terminare la mia carriera di atleta, ma sono felice di cominciare quella di dirigente.” ha dichiarato Sergej Bubka dopo aver concluso la sua carriera sportiva.
E’ inoltre tra i fondatori della Laureus World Sports Academy, e attualmente sostiene anche il programma di sviluppo delle Nazioni Unite, quello dell’Organizzazione mondiale della Sanità e della Lotta contro la tubercolosi, l’UNESCO, il programma a sostegno dei bambini vittime del disastro ambientale di Chernobyl e il Coordinamento Regionale e Nazionale per la protezione sociale dei disabili e dei bambini orfani.

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