Olimpiadi Rio 2016: i destini incrociati di Alex Schwazer e Gianmarco Tamberi

Pubblicato il autore: Francesco Saverio Simonetti Segui
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Gianmarco Tamberi dopo l’infortunio, al meeting di Herculis, nel Principato di Monaco, del 15 Luglio

É il 29 Aprile 2016 quando Alex Schwazer torna ad essere ufficialmente un atleta, scontando interamente la squalifica per 3 anni di doping. Ma il rientro dell’altoatesino viene accolta da una polemica all’improvviso.

L’altista marchigiano, Gianmarco Tamberi, campione del mondo indoor a Portland a Marzo, ha espresso su facebook il suo parere sul rientro dell’altoatesino: «Vergogna d’Italia, squalificatelo a vita, la nostra forza è essere puliti! Noi non lo vogliamo in Nazionale».

Scoppia il caos all’interno della federazione italiana di atletica. Sandro Donati, preparatore atletico in questi anni di squalifica di Alex, prende le veci del suo assistito e ribatte ferocemente all’altista chiedendone dei provvedimenti immediati. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nel tentativo di mantenere un clima interno tranquillo ammonisce le espressioni usate da Tamberi, andando in difesa del marciatore. C’è una squalifica, c’è una legge. Alex ha scontato la squalifica, la legge ha fatto il suo corso: Alex Schwazer può tornare a gareggiare.

Per SuperNews ho avuto modo di trattare la polemica di quei giorni, sottolineando come, a mio avviso, questa diatriba aprisse lo scenario ad un dibattito più profondo rimasto celato solo nelle intenzioni delle parole dei protagonisti. Una questione di Etica sportiva che viene meno di fronte alla Legge sportiva, macchiando una costruzione ideale che vuole come principio determinante dello Sport la lealtà.

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L’occasione buona per tornare a gareggiare sono i campionati del mondo a squadra di marcia organizzati a Roma tra il 7 e l’8 Maggio. Le indiscrezioni vedono Alex già su buonissimi tempi, ma l’altoatesino va oltre le aspettativi imponendosi con un tempo di 3h39’00” che porta l’oro ai suoi compagni, e che personalmente gli vale il pass olimpico.

La vittoria passa, tuttavia, sotto traccia. Tutte ne danno la notizia, ma nessuno la celebra, nessuno parla di favole che si compiono come succede in questi casi. Alex Schwazer nell’ambiente non è ben visto. La macchia permane, e gli sguardi che lo incontrano non mentono.

La polemica, che alle cronache è passata come Tamberi-Schwazer non termina. Il volto nuovo dell’atletica è il marchigiano, non solo perché è sfacciatamente il più forte, anche perché è sfacciatamente un personaggio. É noto al mondo come Half-Shave – mezza barba – perché gareggia sempre con mezza barba fatta. Per gli amici è sempre stato, e rimane Gimbo. Un ragazzo che non le manda a dire a nessuno, consapevole della durezza delle parole che ha usato, quelle che hanno voluto far passare come una sciocchezza di un ragazzo del ’92, ma Tamberi ogni volta che viene interpellato dai giornalisti sulla questione, glissa senza cadere in facili provocazioni, ma non tratta mai la sua posizione.

Posizione che tra l’altro mantiene, senza far accuse esplicite, la portabandiera Federica Pellegrini, molto attiva sui social, sui quali puntualmente pubblica da anni i test antidoping effettuati con tutti i valori del sangue. Un’abitudine che poi verrà presto seguita da tanti altri atleti italiani, e non. É un chiaro messaggio agli atleti che hanno fatto uso di sostanze dopanti. Noi siamo puliti.

Il 2 Giugno al Golden Gala di Roma, Tamberi si posiziona terzo con la misura di 2,30m. Ai più sembra un risultato deludente, ma l’altista che si sta allenando duramente è contento della propria prestazione, e si prepara agli assoluti di Rieti con la convinzione di poter fare il saltone.

Pochi giorni prima dell’inizio dei campionati italiani, però, piombano in tutte le redazioni dei giornali la notizia shock. E’ il 21 Giugno e Alex Schwazer è stato trovato positivo per la seconda volta. É come se nell’aria qualcosa si fosse sempre avvertito, i cronisti di quei giorni di tutte le emittenti televisive e radiofoniche non riescono ad esprimere con le loro voci quella sensazione di incredulità che pure si dovrebbe avere di fronte a questo fatto.

Ma questa volta qualcosa di strano c’è. Si tratta di una positività al test, effettuato su un campione di urine prelevato il 1° Gennaio 2016 e che in un primo momento risultava negativo: è stata la contro-analisi in seguito alla vittoria del mondiale che avrebbe riscontrato la presenza di testosterone esogeno. Nella conferenza stampa tenuta il giorno stesso, Alex Schwazer, Sandro Donati, e i legali del marciatore hanno dichiarato “false e mostruose” le accuse rivolte all’atleta.

Intanto, il 26 Giugno agli assoluti di Rieti, Tamberi scuote il mondo con la seconda prestazione outdoor dell’anno. 2,36m.

Impietosa l’8 Luglio, due mesi dopo l’oro di Roma, arriva la sentenza della IAAF che squalifica in via cautelare, ma con effetto immediato Alex Schwazer, i legali ricorrono subito al Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport, per ottenere il rinvio della sospensione e la possibilità di gareggiare a Rio.

Due giorni dopo ad Amsterdam con la misura di 2,32m il marchigiano diviene il primo italiano a vincere l’oro europeo nel salto in alto.

Gianmarco Tamberi è sempre più il volto dell’atletica italiana, il volto copertina della spedizione azzurra. Gianmarco Tamberi è una delle stelle indiscusse della spedizione azzurra, destinata a tenere gli italiani incollati alle televisioni, accendendo un fervore inatteso verso uno sport che si prende la sua vetrina, offuscando la quotidiana attenzione verso il calcio.

A fine gara però Tamberi non è soddisfatto appieno, sa che può fare molto di più, se lo sente nelle gambe, nella schiena, nelle sensazioni che solo lui sa di possedere.

Ed è così che si presenta con l’intenzione di stupire ancora il mondo, al meeting internazionale di Herculis, nel Principato di Monaco. É il 15 Luglio.

Tamberi ha vinto, nessun avversario è rimasto, chiede all’operatore di gara di mettergli l’asticella a 2,39m. La rincorsa classica, l’avvicinamento perfetto, il salto. É primato italiano! La solita esultanza, simulando un tiro a canestro e lasciandosi cadere di spalle sul materassino, il pubblico è tutto in piedi perché il salto ha tanti margini.

Tamberi lo sa, e si fa mettere l’asticella a 2,41m. Sarebbe la prestazione dell’anno. Il primo tentativo fallisce, il secondo pure. Gianmarco si lascia ad una smorfia, sembra di delusione, si rialza dal materassino e mette i piedi sulla pista. Un passo. É la fine di tutto. Urla disperato, si butta per terra, è la fine di tutto. Capisce subito l’entità della cosa, il padre che è l’allenatore, si precipita dagli spalti. Gianmarco che è successo? Non parla, non risponde, le mani al volto e poi la barella. Il giorno dopo l’esito è chiaro. Lesione al legamento deltoideo della caviglia sinistra. Addio Rio.

Una settimana dopo, la IAAF chiede il rinvio della sentenza del Tas per Alex Schwazer dal 27 Luglio al 4 Agosto. Una decisione che sa di beffa. Sarebbe, infatti, troppo tardi per qualsiasi verdetto.

Tamberi, con tutto il supporto degli sportivi e dei tifosi italiani, si è operato, e pensa già a Tokyo 2020, l’età è dalla sua parte. Alex Schwazer continua ad allenarsi, da solo, nella speranza di una impossibile riammissione come ha lasciato già intendere il suo preparatore Sandro Donati, che parla di manipolazione della IAAF nei confronti di Schwazer, che molto probabilmente partirà, nonostante tutto, a sue spese per Rio per non smettere di sperare.

ROME, ITALY - MAY 08: Alex Schwazer training in warm up area before the 50KM Race Walk at IAAF Race Walking Team Campionship Rome 2016, on May 7, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images for IAAF)

Alex Schwazer prima della gara del mondiale a squadre di marcia, l’8 Maggio

Nel tentativo di non risultare demagogico, ho preferito, in attesa di sentenze certe, di non pronunciarmi sul caso Schwazer (al contrario del precedente articolo, in alto suggerito) concedendo alle parole lo spazio di raccontare la storia recente dei due atleti più discussi del periodo, i cui destini si sono incrociati nell’ineluttabile Fato.

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