Atletica, Pistorius condannato a 6 anni di carcere

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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L’ex atleta ha ricevuto ieri la sentenza dall’Alta Corte di Pretoria, ricevendo la condanna a più di tre anni dall’uccisione della fidanzata Reeva Steenkamp ed è subito stato trasportato in penitenziario.

A tre anni e mezzo dall’uccisione della fidanzata Reeva Steenkamp, è dunque giunto il momento della verità per Oscar Pistorius. L’ex atleta paralimpico, si è presentato di fronte all’Alta Corte di Pretoria con una richiesta di ben 15 anni di carcere. In Sudafrica infatti la condanna minima per omicidio è 15 anni di prigione, anche se il giudice può ridurla o aumentarla a sua discrezione. Ma, tra lo stupore dell’opinione pubblica, il giudice Masipa si è espresso diversamente. Sostenendo, per svariate ragioni, il bisogno di una pena che fosse diversa da quella minima. E, dunque, Pistorius è stato condannato a sei anni di carcere contro i 15 richiesti. Una sentenza che dovrà essere scontata in carcere per almeno la metà, quindi per un minimo di tre anni, dalla quale non sono stati sottratti i 12 mesi giù trascorsi da ‘Blade Runner’ dietro alle sbarre, e contro la quale ora le parti avranno 14 giorni di tempo per decidere se ricorrere all’Alta Corte del Sudafrica, con la difesa che ha già fatto sapere che non lo farà.

Il Paese di Nelson Mandela ha un tasso di omicidi tra i più alti al mondo. E la sentenza Pistorius non costituisce certo un deterrente per ridurre le violenze (in particolare contro le donne). Giuristi, politici, associazioni femminili avevano già contestato aspramente la prima sentenza del lontano ottobre 2014, quando il campione delle Parolimpiadi fu condannato a 5 anni per omicidio colposo. L’appello della procura portò il caso di fronte alla Corte Suprema, che nel dicembre 2015 ribaltò la decisione della giudice Masipa, sostenendo che non si poteva parlare di omicidio colposo: Oscar era colpevole di «murder», ossia omicidio volontario. Ovvero: sparando quattro colpi di pistola contro la porta del bagno sapeva che poteva uccidere. Anche se al di là ci fosse stato un intruso, come lui sospettava secondo la versione della difesa.

Tutti contro il giudice Masipa dunque. Thokozile Masipa ha una storia di integrità che non può essere messa in dubbio. Una bambina nera cresciuta sotto l’apartheid, faceva la «tea girl», la ragazza che portava il tè ai signori bianchi. Ma pochi in Sudafrica, e non solo neri, pensano che il suo giudizio sull’omicidio di Reeva Steenkamp sia condivisibile. Ma neppure tutti pensano il contrario. L’opinione del giurista Marius du Toit forse si avvicina alla verità: «Sentenza molto clemente, ma non posso dire che sia sbagliata». Masipa giudicato inconsistenti le ipotesi di contrasti tra Pistorius e Reeva Steenkamp, ritenendo anche che non vi fossero segnali di un diverbio nella notte dell’omicidio o di una relazione burrascosa. L’ex atleta ha accolto in lacrime la sentenza prima di essere portato in carcere dopo circa un anno di arresti domiciliari.

Una sentenza troppo lieve? Perché tanta clemenza? Perché Oscar Pistorius è bianco? Perché è famoso? Perché non ha le gambe? È riuscito a commuovere la giudice alla sua ultima apparizione in aula, camminando in lacrime e senza protesi?

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