Caso Schwazer , caos Donati: prima le minacce poi l’annuncio del ritiro

Pubblicato il autore: Luigi Mellone Segui
Caso Schwazer , nella bufera Donati

Caso Schwazer , nella bufera Donati


Caso
Schwazer , l’allenatore Donati alla Commisione Antimafia e poi in tribunale

Il caso Schwazer tiene ancora banco, giornata impegnativa quella di ieri per l’allenatore Donati, da circa quarant’anni impegnato nella lotta contro il doping.
Prima di essere ascoltato dalla Commissione Antimafia a Palazzo San Macuto, Donati ha dichiarato: ” E’ iniziata un’indagine credo ci sia un interesse di più procure sull’argomento. Tutti hanno ormai capito il fatto inusitato su una positività ad un controllo fatto a gennaio, una sorta di bomba a orologeria, e riscossa a giugno. Tutto ciò è assurdo. 
Quando ci è stato detto dagli organi italiani che dovevamo rivolgerci al Tas di Losanna, ieri, abbiamo individuato in fretta e furia un avvocato svizzero al quale abbiamo spiegato sommariamente una storia complessa. Stamattina partirà tutto. Probabilmente ci sarà soltanto il tempo che venga esaminata da un funzionario. Parlare di giudizio in queste condizioni è grottesco e ridicolo”.

Quasi due ore di audizione, Donati è un fiume in piena non ha paura di parlare. Il tecnico di Schwazer fa nomi e cognomi, punta il dito, fa accuse pesanti,così pesanti che all’unanimità la Commissione Antimafia decide di secretare l’audizione.
Alla fine dell’audizione Fava – vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia che sta trattando il caso Schwazer – ha dichiarato : “ Mi auguro che il Tribunale antidoping ci ripensi e decida di intervenire. Altrimenti speriamo che davvero nelle prossime 48 ore si possa fare chiarezza – Fava prosegue- Ci sono molti elementi di opacità in questa vicenda e non soltanto in Italia quanto nella dimensione internazionale su cui il tema del doping e delle inchieste legate al doping: curvature strane che sfuggono alla nostra comprensione. Il punto non è la nuova squalifica – prosegue Fava – ma il modo in cui questa vicenda si inserisce in un contesto assai opaco, ambiguo, vischioso. Ed è una viscosità di cui è bene farsi carico. Non credo la commissione Antimafia perché non mi sembra che ci sia criminalità organizzata dietro tutto questo.”Donati uscito da Palazzo San Macuto, prima di recarsi alla Procura di Roma dal procuratore capo Giuseppe Pignatone ha rilasciato un’ulteriore dichiarazione ai giornalisti presenti: “Ora un funzionario del Tas dovrebbe decidere della vita di un atleta in 48 ore, è pazzesco. La verità – continua il tecnico azzurro-  è che tutti hanno contribuito a farci perdere tempo. Ovviamente la Iaaf che ha aspettato il 21 giugno per rendere nota la positività di Alex, mentre molti scagnozzi del sistema già sapevano. Ma anche all’ultimo: possibile che ci siano voluti tre giorni per scoprire che il Tna era incompetente. Ora non possiamo che sperare nella sospensione del giudizio, che almeno venga consentito ad Alex di gareggiare sub judice, come già accaduto in passato per altri casi.”

Donati: “Tornerò a non allenare”

Intanto anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sul caso Schwazer dopo la denuncia di Sandro Donati a causa delle minacce ricevute in questi giorni.
Ma l’allenatore è stanco. Vuole mollare la lotta al doping. All’uscita dalla Procura le sue parole sono piene di rabbia, di rammarico. “È chiaro che il caso Schwazer si inserisce nella mia storia  -Donati, dopo cosa farà?- Tornerò a non allenare. Del resto, sono stato già emarginato tanti anni fa. La lotta al doping? Basta, domani la faccia qualcun altro.”

 

L’ultima conferenza stampa di Schwazer e Donati

 

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