Caso Schwazer , continua il mistero: Donati registrò le telefonate

Pubblicato il autore: Luigi Mellone Segui

Nuovi aggiornamenti sul caso Schwazer

Caso Schwazer , ancora un giallo

Caso Schwazer , ancora un giallo

E’ quasi arrivato il giorno di apertura dei giochi olimpici di Rio 2016, ma in Italia il caso Schwazer è ancora di attualità.

Il mistero sull’atleta azzurro non finisce nel laboratorio di Colonia dove sono custodite le provette per i test antidoping.
Circa due settimane fa il tecnico della nazionale italiana Donati fu interrogato dalla commissione antimafia causa di alcune minacce telefoniche ricevute.
Le telefonate fondamentali sono due, in entrambi i casi si tratta di un giudice internazionale di marcia che cerca di “aggiustare” il risultato di una gara.
Caso Schwazer, Donati e Schwazer dopo una vittoria

Caso Schwazer, Donati e Schwazer dopo una vittoria

Le telefonate incriminate

La prima risale alla mattina del 7 maggio, giorno della Coppa del mondo di marcia di Roma. Donati sta ancora dormendo quando riceve una telefonata da un giudice molto vicino a Sandro Damilano.
 “La prego, glielo dica  ancora una volta fino a prima della gara, possibilmente lasci vincere Tallent, mi capisce?”
Questa la richiesta fatta al tecnico. Più Tardi Schwazer trionferà proprio davanti all’australiano Tallent.
Il secondo episodio inceve risale al 23 maggio, a poco meno di una settimana dalla tappa di La Coruna sui 20 chilometri.
Donati riconosce la voce dello stesso giudice. Questa volta la richiesta è diversa: non rispondere agli attacchi di determinati atleti e di “non andare a cercare disgrazie con i due cinesi che sono da 1 ora e 17 minuti..” . A La Coruna vincerà poi proprio uno dei due cinesi, Whang Zhen.

 

E’ ancora lontana la verità sul caso Schwazer

Quindi si allontana sempre di più la verità sul caso Schwazer, che è sempre meno legata allo sport e sempre di più ad interessi economici. L’unica certezza è che l’atleta e i suoi avvocati non hanno mai avuto la possibilità di far valere le proprie ragioni davanti ai giudici. Lo potranno fare soltanto il 4 agosto a Rio de Janeiro quando molto probabilmente l’atleta sarà escluso ufficialmente delle Olimpiadi 2016.

  •   
  •  
  •  
  •