Caso Schwazer, Sandro Donati: “Dal mondo sportivo un silenzio di tomba”

Pubblicato il autore: Andrea Pertile Segui
Fonte: piervittoriobuffa.it

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Dopo le controanalisi nelle quali è emersa la nuova presunta positività al Doping, il marciatore altoatesino Alex Schwazer torna a parlare in una conferenza stampa organizzata nei dintorni di Vipiteno per discolparsi – e difendersi – dalle nuove accuse: “Continuo ad allenarmi questi giorni perché per vincere alle Olimpiadi non c’è bisogno di doping. Non ho bisogno della giornata di grazia, non mi sono dopato, la provetta potrebbe esser stata manipolata – esordisce Alex Schwazer – Siamo in attesa del termine della scadenza per le Olimpiadi, voglio solo concludere che se tra un anno mi danno ragione non me e frega niente, io sono nettamente il migliore nella mia disciplina e mi alleno così da 4 anni. Non mi sono dopato. O qualcuno mi ha dato di nascosto la sostanza, o la provetta è stata manipolata. Ma se riuscirò a dimostrare la mia estraneità ai fatti, come è realmente, posso già dirvi che quella di Rio sarà l’ultima Olimpiade che disputerò perchè sono stufo di vivere in questo modo. Io penso solo ad allenarmi, e non a doparmi: chi mi conosce lo sa benissimo”.

Caso Schwazer, Sandro Donati: “Dal mondo sportivo un silenzio di tomba”

Anche Sandro Donati, allenatore personale di Alex Schwazer, difende il suo atleta ed attacca pesantemente le istituzioni sportive internazionali, come la IAAF ed il CIO. Così il tecnico romano, sentito oggi dalla Commissione parlamentare Antimafia della Camera dei Deputati: “Il sostegno è venuto dalle procure della Repubblica e dalla Commissione parlamentare antimafia, ma sul caso Schwazer dalle istituzioni sportive ho sentito un silenzio assordante o ironie di pessimo gusto. Schwazer è stato descritto come un bipolare, un uomo dalla doppia personalità. Io lo conosco da oltre un anno e chi lo frequenta lo trova un ragazzo semplice, coerente, che non ha nulla di strano, eppure è stato creato un quadretto: ‘Se lo ha fatto in passato lo avrà fatto di nuovo’. In questo modo si cerca di coprire l’enormità di questo controllo antidoping assurdo, con una tempistica che da sola rappresenta la firma dell’agguato”. In seguito, Donati spiega perchè le istituzioni sportive del nostro Paese non intendono difendere il marciatore altoatesino: “Perchè non vogliono mettersi contro la Iaaf -ha spiegato- una istituzione internazionale. Mi sono rivolto pubblicamente a Sebastian Coe affinchè dia una spallata per il cambiamento: non può lasciare all’interno gente compromessa, gente che ha preso dei soldi per nascondere i casi di doping. Io con questa schifezza non ho niente a che vedere e invece mi ritrovo mail intimidatorie: non mi rendevo conto che allenare Schwazer, un fenomeno assoluto, farlo andare così forte senza doping sarebbe diventata una esperienza esplosiva, destabilizzante. Una iniziativa rivoluzionaria che è stata stroncata”.

In merito a questo argomento, anche il Reparto Operativo Speciale dei Carabinieri ha aperto un fascicolo“Credo ci sia un interesse di più procure sull’argomento – ha aggiunto Donati – Tutti hanno ormai capito il fatto inusitato su una positività a un controllo fatto a gennaio, una sorta di bomba a orologeria riscossa a giugno. Tutto ciò è assurdo. Per me è il secondo agguato perché ne ho subito un altro 19 anni fa quando seguivo una ostacolista pugliese, Annamaria Di Terlizzi, e fu manipolata la sua urina. Stavolta, probabilmente, l’hanno fatta in maniera un po’ più professionale”.

E’ inevitabile dire che Alex Schwazer spera ancora di partire per il Brasile. Il termine ultimo per l’iscrizione alle Olimpiadi scade venerdì, ma si tratta di una corsa contro il tempo anche a causa della sospensione che la IAAF gli ha comminato“Abbiamo incaricato un avvocato svizzero per il ricorso al Tas di Losanna, ci ritroveremo con un dossier nostro che arriva stamattina e verrà esaminato tra oggi e domani da qualcuno in fretta e furia. Quello sarà il giudizio sul quale si deciderà la sorte di un grande campione”, ha concluso Sandro Donati.

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