Europei di Amsterdam: brilla il giovanissimo Filippo Tortu, ottimi Galvan e Grenot

Pubblicato il autore: Michele D. Segui
Filippo Tortu

Filippo Tortu, 18 anni, speranza della velocità azzurra

Il nome nuovo dello sprint italiano si chiama Filippo Tortu, ha diciotto anni, si allena a Milano e proviene da famiglia di atleti, di origine sarda. I suoi due ottimi risultati ai campionati europei di Amsterdam, 10.25 in batteria e 10.19 in semifinale per un personale demolito, corsi con una determinazione  e una sicurezza straordinari per un diciottenne, sono un bel biglietto da visita. Allenato da suo padre Salvino, il ragazzo è un predestinato e si è notato sin da subito. Già finale nei 200 ai Giochi olimpici giovanili di Nanchino nel 2014, dove non la corse perche tuffandosi all’arrivo delle semifinali si fratturò le braccia, già lo scorso anno era sceso a 10.33, prima di fermarsi e rinuciare ai mondiali allievi sotto il dictat del padre: troppo veloce la sua crescita fisica, meglio non rischiare infortuni. Stessa logica che ha orientato le scelte di questa stagione: niente 200, gara in cui probabilente può esprimersi pure meglio, ma solo 100 per lui, e ancora nessun potenziamento muscolare finchè non è completata la crescita. La scelta sembra aver dato i suoi frutti: prima il 10.25 di Maggio a Savona, con cui ha battuto il record italiano juniores ormai 34enne di Pavoni, poi queste ottime due prove in terra olandese . Peccato per l’assenza di vento, perchè in condizioni fortunate pure il minimo olimpico poteva non essere una chimera: possibilità che però il giovane può ottenere con i compagni della 4×100, che sabato andrà alla caccia del tempo utile. Se il buongiorno si vede dal mattino, potremo aver trovato finalmente il nostro velocista di punta.

Le altre gare di questi primi due giorni ad Amsterdam vedono prestazioni buone a altre meno da parte dei nostri portacolori. Partendo dalle buone note, ottimi i due 400sti, tra i più attesi, Libania Grenot e Matteo Galvan: l’italo cubana corre una semifinale formidabile,un 50.43 con cui va a 13 centesimi dal record italiano, e mostra una carica contagiosa all’intervista dopo gare. Galvan eguaglia il suo 45.12 di record italiano e si qualifica per la finale. Ottime prestazioni anche per la Pennella, che arriva a un centesimo dal personale nei 100 ostacoli con 13.04,per l’altro centista Ferraro due volte al personale nei 100 con 10.26. Ottimi crono nei 400 ostacoli per i due azzurri: Lambrughi si migliora nettamente a 49.60, a venti centesimi dal minimo olimpico, Bencosme si conferma in 49.77. Nel lancio del giavellotto Bertolini manca per poco la finale con un ottimo 80.58, mentre nel disco donne la Strumillo fa personale con 59.80 e centra la finale.
Nei 10000 donne ottimo sesto posto con personale di Veronica Inglese, che chiude in 31:37.43
Male le altiste, con Alessia Trost e Desiree Rossit mai in gara e fuori a 1.93 : se per la Rossit era la prima esperienza internazionale in una stagione in crescita continua, preoccupa l’involuzione continua della Trost, che ormai non riesce più a esprimersi ad alti livelli. Problemi con le distanze oggi per lei, che non ha trovato la giusta rincorsa e ha denunciato problemi tecnici alla misura di 1.93.
Da rivedere Gloria Hooper, che nei 200 manca la finale peggiorando parecchio, cosi come le compagnie Siragusa e Amidei. Niente da fare pure per Jacobs, solo decimo nel salto in lungo, e per la Malavisi, che nell’asta si arrende a 4.35 e mette a rischio la sua partecipazione a Rio.

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