Europei di Atletica Leggera, finale per Grenot e Galvan

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Europei di Atletica Leggera

Europei di Atletica Leggera di Amsterdam, Matteo Galvan e Libania Grenot in splendida forma. Oggi sono attesi delle finali di specialità: alle 19:50 Galvan e alle 20:25 la Grenot

Velocità in copertina per i colori azzurri nella seconda giornata degli Europei di atletica ad Amsterdam. Nelle semifinali dei 400 metri si confermano in gran forma Matteo Galvan che con 45.12 eguaglia il suo recente primato italiano e la campionessa europea in carica Libania Grenot che con 50.43 conquista la leadership stagionale del vecchio continente. L’azzurra, a soli 13 centesimi dal suo record nazionale, pareggia al centesimo la sua seconda migliore prestazione di sempre che nel 2010 la portò al quarto posto agli Europei di Barcellona. Oggi li attende la finale: alle 19:50 Galvan e alle 20:25 la Grenot.

Europei di Atletica Leggera, le altre gare

L’attesa finale dei 100 metri degli Europei di Atletica Leggera di Amsterdam 2016 regala sorprese anche senza crono folgoranti. Out per falsa partenza il britannico Richard Kilty, dall’ottava corsia sbuca il beniamino di casa Churandy Martina che piomba sul traguardo in 10.07 e beffa al fotofinish il turco di origine giamaicana Jak Ali Harvey (10.07). Grande sconfitto il francese Jimmy Vicaut: per il recordman del vecchio continente un 10.08 che lo lascia sul gradino più basso del podio. Nel peso femminile discorso chiudo al primo lancio per Christina Schwanitz. La tedesca scaraventa la palla di ferro a 20,17 e si prende il titolo degli Europei di Atletica Leggera e leadership continentale 2016. La campionessa d’Europa dei 200 metri è, invece, l’ancora ventenne britannica Dina Asher-Smith che doma in 22.37 la bulgara Ivet Lalova (moglie dell’ex sprinter azzurro Simone Collio) e la tedesca Gina Luckenkemper. Salta il pronostico nel giavellotto maschile vinto dal lettone Zigismundus Sirmais con 86,66, mentre il tedesco Thomas Rohler (leader mondiale stagionale con 91,28) è soltanto quinto con 80,78. Le dieci fatiche del decathlon proclamano campione degli Europei di Atletica 2016 il belga Thomas van der Plaetsen capace di collezionare 8218 punti. Per lui è una vittoria particolarmente significativa dato che due anni fa, in seguito a un controllo antidoping, gli venne diagnosticato un tumore ai testicoli. Dopo la vittoria nella ‘gara’ per lui più difficile, adesso è arrivato anche il titolo continentale. Nel lungo il sogno europeo di Marcell Jacobs non diventa realtà. L’azzurro che ieri in qualificazione aveva accusato un fastidio al tallone del piede di stacco, non riesce a far meglio di 7,59. L’atleta delle Fiamme Oro si gioca gli ultimi salti atterrando a 7,43 e 7,41, misure oggettivamente lontane anche dall’8,15 del minimo olimpico. Era questo l’obiettivo dichiarato di Marcell che, invece, deve accontentarsi dell’11° posto. Sua Maestà, campione di tutto, Greg Rutherford fatica più del previsto a mettersi in testa l’ennesima corona. Il salto della vittoria per il britannico arriva, infatti, solo al quinto turno quando con 8,25 e spodesta lo svedese Michel Torneus fino a quel momento al comando con 8,21. Luci spente per le azzurre dell’alto.

Europei di Atletica Leggera male Alessia Trost e Desirè Rossit

Ad Amsterdam, Alessia Trost e Desirè Rossit escono di scena nel momento in cui inizia la vera ascesa verso le medaglie. Entrambe le friulane risolvono senza problemi i primi due step della progressione: 1,84 e 1,89. Quando, però, l’asticella sale a 1,93 qualcosa si inceppa. La rincorsa non si traduce in un’adeguata velocità per affrontare la misura e così, uno dopo l’altro, i tre tentativi a disposizione sfumano nel nulla. La Trost, accasciata sul saccone, si stringe la testa tra le mani. Stessa implacabile delusione sul volto della Rossit. Entrambe si ritrovano a condividere il sesto posto: impossibile nascondere l’amarezza di un’occasione persa. Il titolo degli Europei di Atletica Leggera va, invece, per la terza volta alla 37enne spagnola Ruth Beitia che vola a quota 1,98 e poi tenta anche l’attacco ai 2 metri. L’ennesima medaglia di una carriera infinita. Argento pari merito con 1,96 per la bulgara Mirela Demireva e la lituana Airine Palsyte.

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