Rio 2016: Gatlin, messaggio a Bolt

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

justin-gatlin-athletics
Justin Gatlin lancia la sua sfida a Usain Bolt. L’atleta statunitense centra la qualificazione alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 dominando nelle trials americane. Il campione a stelle e strisce è riuscito a ottenere il pass con una grandissima prestazione nei 100 metri piani nelle gare di qualificazione svoltesi in Oregon a Eugene.

Il tempo del trentaquattrenne è stato di 9”80. Un risultato che gli ha permesso di chiudere in testa la gara davanti a Trayvon Bromell e Marvin Bracy. Grande soddisfazione per Justin, che giunge così alla sua terza Olimpiade. Ha saltato solo i Giochi di Pechino 2008, dopo essere risultato positivo al testosterone due anni prima. C’era, però, sia ad Atene 2004 che a Londra 2012. Nella prima riuscì ad aggiudicarsi la medaglia d’oro nei 100 metri piani, incrementando poi il suo bottino olimpionico con un bronzo nei 200 metri piani e un argento nella staffetta 4×100 metri piani. Quattro anni fa solo una medaglia, invece, un bronzo nei 100 metri, dove si è dovuto arrendere allo strapotere del giamaicano Bolt.

E proprio a Bolt è lanciata la sfida dello statunitense. Il campione olimpico, infatti, arriverà in Brasile con un problema muscolare, che anzitutto mette a rischio la sua partecipazione e, poi, rischia seriamente di condizionare anzitutto la sua prestazione in pista. Justin Gatlin arriva invece carico. Oltre alle ottime qualificazioni va segnalato il gran lavoro svolto in questi quattro anni, dove ha collezionato una medaglia d’oro e quattro medaglie d’argento in tre diversi eventi.

Due secondi posti, nei 100 metri piani e nella staffetta 4×100 metri piani, nei Mondiali di Mosca 2013. Un oro nei Mondiali di staffetta di Nassau 2015 nella 4×100 metri. Quindi altre due medaglie d’argento, sempre nel 2015, nei Mondiali disputatisi a Pechino e ottenuti nelle categorie 100 metri piani e 200 metri piani. A ciò si aggiungono le vittorie nei meeting. Primo nei 100 metri piani nella Diamond League del 2013, 2014 e 2015.

I 9”80 di ieri nelle trials statunitensi, sono il suo tempo migliore. Secondo solo ai 9”74 ottenuti a Doha il 15 maggio 2015. Siamo, però, ancora ben lontani sia dal record olimpico che dal record mondiale, fatti registrare a cavallo tra il 2008 e il 2012 da Usain Bolt. Il giamaicano nel 2008 nei Giochi di Pechino segnò il record olimpico correndo i 100 metri piani in 9”69, migliorandosi poi quattro anni fa a Londra in 9”63. Ma Bolt ha fatto anche meglio nei Mondiali di Berlino 2009, vincendo la gara dei 100 metri piani in 9”58. Numeri da capogiro. Difficili da eguagliare per chiunque, forse anche per lo stesso Bolt.

Justin Gatlin questo lo sa, ma arriva a Rio de Janeiro nelle migliori condizioni fisiche e psichiche possibili. Per questo Usain Bolt non può stare tranquillo. Se i suoi record olimpici e mondiali possono essere ancora al sicuro, stando ai tempi dello statunitense, non lo è il suo oro che dovrà difendere. L’americano è in palla e lancia la sua sfida. La partita dei 100 metri piani è appena cominciata. Bolt ha un mese di tempo per riprendersi dall’infortunio, poi si farà sul serio. Le premesse per assistere a uno spettacolo sensazionale e a una supersfida allo stadio Engenhao (nome ufficiale stadio Olimpico Joao Avenalge) ci sono già tutte.

  •   
  •  
  •  
  •