Schwazer addio ai Giochi di Rio, positive le controanalisi

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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Niente da fare. Le controanalisi, di cui si aspettava l’esito, sono anch’esse positive. Alex Schwazer deve così rinunciare ai Giochi Olimpiadi di Rio, che si terranno nel prossimo mese di agosto. Quel campione prelevato all’atleta ad inizio anno, risultato positivo ad un primo controllo antidoping, quindi, è risultato nuovamente irregolare.
Di fronte ad una conferma del primo esito, è intervenuta prontamente la Iaaf, ossia l’International Association of Athletics Federations che ha deciso di sospendere, fin da subito, l’atleta altotesino. E pensare che il podista azzurro era tornato a gareggiare solo dallo scorso mese di maggio.

La reazione di Schwazer? Poco dopo la diffusione dell’esito, ha così commentato:
Lotterò fino all’ultima possibilità per far chiarezza su questa storia: voglio andare alle Olimpiadi per dare una risposta in gara perché sono pulito. Dopo la notizia della positività non ho mai smesso di allenarmi nonostante il dolore, la rabbia e l’amarezza che assorbono tutte le mie energie. Lo faccio per il mio allenatore, per chi mi è sempre stato vicino e per tutti quelli che ogni giorno dimostrano di credere in me e nella mia innocenza“.
C’è da domandarsi, a questo punto, come potrà evolversi la vicenda, e se ci saranno dei nuovi risvolti in futuro. In tal senso, gli avvocati di Alex, non hanno di certo l’intenzione di desistere. Questo lo si può ben capire da quelle che sono state le stesse dichiarazioni, ancor prima di sapere il risultato delle controanalisi, di uno dei legali, Gerhard Brandstatter: “Abbiamo eccepito irregolarità anche gravi nel trasporto al laboratorio convenzionato del campione di urina prelevato ad Alex“. L’obiettivo dello studio legale, che appoggia l’atleta azzurro, è quello di chiedere e ottenere un atto di sospensione urgente che, ad oggi, esclude Alex non solo dai prossimo Giochi Olimpici, ma dall’intero mondo dell’atletica leggera. Brandstatter spinge sul fatto che la positività sul testosterone, riscontrata ad inizio anno, sia stata testata e comunicata solo ben cinque mesi dopo, con i risultati arrivati a metà maggio, ma resi noti al suo assistito solo un paio di settimane fa.

Proprio per questo motivo, lo stesso Brandstaetter ha annunciato: “Cercheremo immediatamente di impugnare la sospensione, probabilmente già lunedì. A questo punto reagiremo immediatamente. E’ triste vedere come la Iaaf abbia sospeso immediatamente Schwazer, senza riconoscere in alcun modo i passi che erano già stati fatti. Abbiamo in mano la prova che non si tratta di doping e che nella condotta di Schwazer tutto è stato regolare. C’è stato un intervento esterno sul prelievo, è evidente, già nel mese di maggio e ciò è estremamente grave. Ora ricorreremo contro la sospensiva con l’auspicio che si arrivi in tempo a stabilire la verità“.

Quello che si domandano in molti, soprattutto i sostenitori di Alex, è il perchè un atleta dovrebbe commettere nuovamente lo stesso errore, dopo essere stato scoperto la prima volta, sapendo benissimo che una recidività gli sarebbe costata carissima. Per questo la vicenda non sembra del tutto chiara.
Al momento, di certo, c’è solo la quasi impossibile partecipazione di Schwazer ai Giochi di Rio.

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