Schwazer, lotta contro il tempo per le Olimpiadi di Rio:” Ecco le prove del complotto”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

alex schwazer è lotta contro il tempo per il marciatore azzurro, a meno di un mese dalle Olimpiadi di Rio. Le controanalisi hanno confermato il verdetto di positività di Schwazer, quindi la sospensione per lui è diventata automatica. “La positività è di provenienza esterna: l’urina è stata manomessa. Abbiamo le prove”. Sabato è andato giù pesante Gerhard Brandstaetter, difensore di Alex Schwazer, nel chiedere al Tribunale Nazionale Antidoping di riammettere subito alle gare il marciatore, positivo al testosterone . La manipolazione da parte di un prelevatore o di un laboratorio per «incastrare» un atleta ha un solo precedente noto nell’antidoping moderno: quello dell’ostacolista Di Terlizzi, allenata come Schwazer da Sandro Donati, le cui urine nel 1997 vennero sabotate con caffeina per colpire il tecnico, simbolo dell’antidoping. Anche a causa di quel caso il laboratorio di Roma venne chiuso. L’alterazione va dimostrata segnalando gravi anomalie al prelievo, manipolazione dei sigilli o alterazioni dei referti: nulla è stato fatto con Schwazer. In situazioni controverse è ammesso il test del Dna (caso Pantani) che però ha tempi lunghi. Fonti dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada) parlano però di preoccupazione per quanto emerso dalle 96 pagine del «protocollo Schwazer». La difesa l’ha reso pubblico, spiazzando la Wada ed evidenziando i limiti della procedura. L’indicazione puntuale della località dove vive l’atleta nei moduli di controllo, se costui abita in un borgo di poche anime, è una possibile limitazione dell’anonimato che in laboratorio è regola invalicabile. I buchi nella tracciabilità della provetta, il suo lungo parcheggio a Colonia, l’assenza di uno screening iniziale delle urine e la tardiva notifica della positività testimoniano una trasparenza traballante. La Wada probabilmente sarà costretta a regolamentare questi aspetti, Schwazer dovrà farli valere in un tribunale sportivo, impresa ardua a 25 giorni dalle Olimpiadi di Rio.

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