Schwazer: notificato il ricorso alla Fidal, ma le Olimpiadi sono un miraggio

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

schwazerSchwazer continua la sua corsa contro il tempo per partecipare alle Olimpiadi di Rio, è’ stato depositato al Tribunale antidoping e notificato questa mattina alla Fidal il ricorso che i legali di Alex Schwazer hanno presentato contro la decisione della Iaaf di sospendere il marciatore azzurro trovato positivo al doping. A renderlo noto è stato Gerhard Brandstaetter, legale del marciatore altoatesino: “Abbiamo notificato il ricorso alla Fidal tramite Pec – spiega -, sottolineando l’assoluta urgenza della risposta“. I termini per andare a Rio, ormai, sono davvero strettissimi: il 18 luglio, lunedì prossimo, scadono infatti definitivamente le iscrizioni ai Giochi. “Noi stiamo andando avanti per la nostra strada – prosegue Brandstaetter -. L’ultimo parere raccolto, in ordine di tempo, è quello di un luminare olandese che ha rimarcato quello che hanno già detto in tanti: quello di Schwazer è un profilo antidoping”.

Schwazer, parla Donati:” la Mafia del doping vuole farmela pagare, temo per la mia vita”

In un’intervista rilasciata a Repubblica Sandro Donati, allenatore di Schwazer e paladino dell’antidoping parla della sua situazione nella vicenda Schwazer:  “Questa storia porta con sé un messaggio molto chiaro: chiunque parla va messo fuori gioco, chi rompe il muro dell’omertà che c’è sul doping deve comunque pagarla cara. Più persone – prosegue il professore – mi hanno sottolineato come sia stato un grande azzardo da parte di Alex Schwazer accusare gli atleti russi di doping. Ed è evidente il rapporto di corruttela reciproco che ha contrassegnato la relazione fra alcuni dirigenti della Iaaf e le autorità sportive russe, finalizzato ad insabbiare o a gestire in maniera addomesticata i casi di doping”. La conclusione può essere una sola: “La parte corrotta della Iaaf e i russi sono un tutt’uno“. Donati conclude con una carezza per Schwazer: Di doping non si deve parlare, ce ne dobbiamo occupare solo noi istituzioni sportive e chi ne parla fuori fa sempre una brutta fine”. Poi un pensiero per Schwazer“E’ un ragazzo serio. E’ aggrappato a una piccola speranza che vede in me. Ma è così sereno che l’altro giorno mi ha detto: ‘Prof, se non mi vogliono, io farò altro’. Io però non mi arrendo anche se vivo nel terrore. Ho paura ma non mi piego”

Schwazer: Donati il 14 luglio dall’Antimafia

Giovedì Donati verrà ascoltato a proposito delle parole con cui rivelava: “Esiste una santa alleanza tra settori corrotti della federazione internazionale di atletica e i russi. Nel nostro ambiente chi parla fa sempre una brutta fine”. A questo punto è evidente che le parole del coach di Schwazer abbiano sollevato l’interesse di capire chi sia e come agisca la “cupola” del doping, anche in Italia. E’ la presidente Rosy Bindi a spiegarlo: “Sulla mafia del doping e le contiguità tra istituzioni sportive internazionali e ambienti malavitosi merita grande attenzione. Alla vigilia dei giochi di Rio de Janeiro, occorre sgombrare il campo di inquitenati condizionamenti e fare luce sulle intimidazioni e le pressioni che donati avrebbe ricevuto. Ritengo che la commissione antimafia debba approfondire il caso e con l’ufficio di presidenza abbiamo già stabilito di convocare in audizione l’allenatore di Alex Schwazer giovedì prossimo alle ore 8.30″.

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