Le medaglie in atletica dell’Emilia Romagna alle Olimpiadi

Pubblicato il autore: rizzoli giorgio Segui

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Gli atleti della Emilia Romagna (o per meglio specificare “tesserati” per società della Emilia Romagna) nella storia delle Olimpiadi in atletica leggera hanno vinto 9 medaglie (4 ori, 2 argenti, 3 bronzi).

La prima medaglia fu vinta nel 1932 dal bolognese Gabriele Salviati (Virtus Bologna) che nel 1932 vinse la medaglia di bronzo nella 4×100, con Giuseppe Castelli, Ruggero Meregatti, Edgardo Toetti. La staffetta azzurra si piazzò al 3° posto con 41.2, preceduta dagli Stati Uniti, prima con 40.0 (record mondiale) e Germania con 40.9. Salviati era nato nel 1910 e iniziò fin da bambino la pratica della atletica con la Virtus Bologna. A 20 anni si rivelò tra i più forti in Italia, correndo i 100 metri in 11.0 e 2 anni dopo conquistò un posto nella 4×100 olimpica. Pochi giorni dopo le Olimpiadi, il 18 agosto a Chicago ottenne il primato personale con il tempo di 10.7.

Quella di Ondina Valla (Virtus Bologna) a Berlino 1936 è una delle medaglie più note per l’atletica in Italia, anche perchè fu la prima medaglia d’oro femminile per l’Italia. Nella finale olimpica degli 80 hs erano in gare 2 atlete bolognese, appunto Ondina Valla (o meglio Trebisonda, suo vero nome) e Claudia Testoni. Fu una gara spettacolare con 4 atlete che piombarono insieme sul traguardo: l’ordine di arrivo sancì la vittoria per Ondina Valla, con la tedesca Anni Steuer e la canadese Betty Taylor, tutte accreditate dello stesso tempo di 11.7. 4° posto per Claudia Testoni. Trebisonda-Ondina Valla era nata nel 1916 e già a 13 anni si segnalò con un 4° posto nel salto in alto con 1,35 in uno dei primi Campionati Italiani Femminili (Torino 6 ottobre). Fra il 1930 e il 1940 collezionò 16 presenze in nazionale assoluta tra il 1930 e il 1940 e ha vinto 13 titoli nazionali fra alto, lungo, velocità e ostacoli e ottenuto 35 primati nazionali. Oltre al titolo olimpico negli 80 hs di Berlino vinse 4 ori ai Giochi Internazionali Universitari e sempre alle Olimpiadi di Berlino si piazzò al 4° posto nella 4×100 con Lidia Bongiovanni, Fernanda Bullano e Claudia Testoni

Nel 1936 a Berlino ci furono altre medaglie per gli atleti (tesserati) in Emilia Romagna: Tullio Gonnelli (Virtus Bologna) vinse la medaglia d’argento nella staffetta 4×100 insieme ai compagni Gianni Caldana, Orazio Mariani e Elio Ragni. Il titolo olimpico andò agli Stati Uniti, con Jessie Owens che vinse il suo 4° oro e che realizzò con 39.8, il record mondiale; 2° posto per l’Italia con 41.1 e 3° posto per la Germania con 41.2. Nella carriera di Gonnelli, nato nel 1912 e azzurro fin dal 1933, ci sono anche le presenze ai Campionati Europei di Torino nel 1934 (con la maglia della Virtus Bologna) e di Parigi nel 1938 (con Baracca Milano).

Era emiliano come società di appartenenza anche Giorgio Oberweger (Virtus Bologna) che nel 1936 a Berlino vinse la medaglia di bronzo nel lancio del disco con 49,23. Il titolo olimpico fu vinto dallo statunitense Ken Carpenter con 50,48 e l’argento dal connazionale Gordon Dunn con 49,36. Triestino, divenne atleta della Virtus Bologna, negli anni dell’Università che fece appunto a Bologna. La sua è stata una lunga carriera sportiva, che si è prolungata poi da tecnico e dirigente e in particolare negli anni ’60 fu per vari anni il C.T. della Nazionale Italiana di atletica.

Nel 1952 a Helsinki il piacentino Giuseppe Dordoni (Virtus Bologna) vinse la medaglia d’oro nella gara di marcia 50 km. Nella gara di Helsinki vinse con il tempo di 4.28.08, precedendo il cecoslovacco Josef Dolezal con 4.30.18 e l’ungherese Antal Roka con 4.31.28. Nato nel 1926 a Piacenza, quella di Helsinki fu la sua seconda Olimpiade, dopo avere preso parte a quella di Londra nel 1948 e successivamente anche a Melbourne nel 1956 e a Roma nel 1960 Roma. Nella sua lunga carriera di atleta si contano circa 600 gare, con oltre 500 vittorie. Le presenze in nazionale sono state 18. Terminata la carriera è stato per oltre un quarto di secolo responsabile della nazionale italiana di marcia.

Non tutti ricordano che nel 1984 Los Angeles Sara Simeoni, forse la più grande atleta italiana di ogni tempo, era tesserata per la formazione bolognese Francesco Francia. L’auspicio di potere disputare una stagione in tranquillità e in un ambiente familiare fu una scelta azzeccata che le portò una splendida medaglia d’argento olimpica, dopo la tedesca Meyfarth che vinse la gara di salto in alto con 2,02, con la Simeoni al 2° posto con 2,00. Per Sara Simeoni si trattava della sua terza medaglia olimpica, dopo l’argento nel 1976 a Montreal e l’oro nel 1980 a Mosca.

Nel 1992 alle Olimpiadi di Barcellona, Giovanni De Benedictis, atleta dei Carabinieri, ancorchè ventiquattrenne, era già alla seconda partecipazione olimpica: nel 1988 a Seoul, a 20 anni, si era piazzato al 9° posto. 4 anni conquista invece la medaglia di bronzo, con il tempo di 1.23.11, alle spalle dello spagnolo Plaza con 1.21.35 e del canadese Le Blanc con 1.22.25. Per De Benedictis seguiranno altre 3 partecipazioni olimpiche, sia pure con risultati inferiori a quelli ottenuti nelle prime 2 partecipazioni: nel 1996 ad Atlanta fu 27°, nel 2000 a Sydney fu 16° e nel 2004 ad Atene non concluse la gara per squalifica.

Una bellissima medaglia d’oro fu quella vinta da Stefano Baldini (Corradini Rubiera) nella maratona olimpica di Atene 2004. Una gara spettacolare, con una progressione finale incontenibile e una grande soddisfazione per tutta l’atletica italiana e in particolare per l’Emilia Romagna, che vide fin da ragazzino il giovane Baldini gareggiare e vincere in tante gare della regione. Nella maratona di Atene Baldini vince con il tempo di 2.10.55, al 2° posto lo statunitense Keflezighi con 2.11.29 e al 3° il brasiliano Vanderlei Lima, che abbiamo visto in questi giorni ultimo tedoforo nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

L’ultima medaglia d’oro olimpica per l’atletica italiana risale alle Olimpiadi di Pechino 2008 con Alex Schwazer (Carabinieri Bologna) che vinse la gara di marcia 50 km con il tempo di 3.37.09. Purtroppo la sua carriera, come è noto, sarà marchiata dalla squalifica per doping prima di Londra 2012 e a tutt’oggi terminata la squalifica, è ancora in bilico per prendere parte alla gara della 50 km alle Olimpiadi Rio, in quanto incappato in una nuova, sia pure controversa, positività a un controllo a inizio anno.

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