Nazionale di atletica senza dt: scatta il toto-successore

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui

Atletica Golden Gala
Il direttore tecnico azzurro Massimo Magnani si è dimesso dal proprio incarico che ricopriva dal 2012.

La decisone è stata già comunicata al presidente federale Alfio Giomi martedì sera proprio appena il massimo dirigente azzurro era rientrato da Rio de Janeiro dopo aver assistito alle olimpiadi appena terminate.
il dt ferrarese si è sentito colpevole degli scarsi risultati ottenuti ai giochi olimpici e a precisa domanda ha risposto: ” Perché mi assumo le responsabilità che mi spettano : i risultati olimpici non sono stati pari alle attese. Il presidente non accetta la mia volontà perché vorrebbe fare un esame più approfondito di tutta la spedizione olimpica. La prossima settimana ci incontreremo ma a malincuore e senza in alcun modo sbattere la porta, scelgo di non continuare“.

Alla domanda se non sarebbe stato meglio attendere, il dt Magnani ha risposto :” Avverto l’urgenza di agire, analisi e valutazioni non bastano. Occorre affrontare la situazione di petto.”.

Ma le colpe sono solo sue?
Il dt ha risposto così:” Ne ho perché diversamente non andrei via ma credo vado spalmate e non dovrebbero ricadere solamente sui singoli. Io non ho mai fatto di testa mia e le decisioni prese sono state sempre divise e prese in maniera collegiale. Per quattro anni mi sono dato con totale dedizione e quindi ora guardò ai risultati ottenuti e non solamente a quelli dei giochi olimpici. Attraverso la mia decisione spero che anche altri siamo indotti a fare le proprie valutazioni circa il loro operato.”
chiaro il riferimento ad altre persone ed allora sulle specifiche e incalzanti domande dei giornali presenti, Magnani ha precisato che intendeva riferirsi ” al sistema federale nel suo complesso perché, nel corso del periodo lavorativo, tante circostanze hanno complicato il mio lavoro “.

Spiega ancora il dt Magnani che ” Nell’attuale situazione sviluppare lavoro di alto livello e molto difficile. È vero che abbiamo prodotto tanto ma così facendo abbiamo perso di vista gli obiettivi. La Federazione  non può fare tutto ma dovrebbe selezionare i percorsi perché diversamente la struttura si strozza. Favorire il decentramento territoriale è giusto ma non serve per l’attività di vertice. È vero che eravamo stati noi a proporre questo modello tecnico e che spesso lo abbiamo difeso ma dobbiamo ammettere che abbiamo fallito e questo è uno dei motivi per cui è stato necessario fare un passo indietro. I due binari avrebbero dovuto correre in maniera parallela per poi incontrarsi e ciò non è successo.”

Come si potrebbe ripartire allora oggi? La risposta del direttore tecnico non si fa attendere :”Mettendo al centro del progetto tecnico gli atleti top e i loro allenatori guardando altresì al contestò internazionale. Servono professionisti che vivano di atletica con supporti tecnico-scientifici, apparati medico sanitari all’altezza e strumenti e mezzi sempre a disposizione perché in altre realtà sportive e già così.”.

Continua il dt:” È un problema di budget e di come impiegarlo. È una scelta politica e non si può intervenire ovunque e quindi bisogna finalizzare è la prima voce a bilancio deve essere una attività di vertice altrimenti ci si arrampica sugli specchi”.

Alla notizia delle dimissioni di Magnani si è già scatenato toto-allenatore.
Il favorito più accreditato è Stefano Baldini, ma anche altri nomi sono in gioco.

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