Olimpiadi di Atletica, la strana storia di Caster Semenya

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
Semenya
Nelle Olimpiadi che sono appena iniziate a Rio de Janeiro questa notte, c’è una gara che ha una protagonista indiscussa – ma discutibile – e che a meno di improbabili sciagure sportive vincerà la medaglia d’oro.
Si tratta della gara degli 800 metri femminili e di Caster Semenya.La mezzofondista sudafricana  infatti, nella specialità, non ha rivali, ed è certamente sua la probabile medaglie che  lascerà ancora una volta lo spazio alle accuse più o meno velate delle sue concorrenti, ovvero che la Semenya vincerà non perché più brava e più forte, bensì perché sarebbe un uomo.
Il suo “difetto”, però, si chiama iperandrogenismo, ovvero produzione di ormoni maschili, cioè il testosterone da parte delle ghiandole endocrine, surrene e ovaie.La Semenya compare sui palcoscenici sportivi ai Campionati del Mondo di Berlino del 2009 quando, appena diciottenne, sbalordì la concorrenza sbaragliando il campo delle avversarie con la migliore prestazione mondiale della stagione.
Sin da subito le sue avversarie la guardarono con sospetto perché effettivamente le sue sembianza fisiche si avvicinavano più a quelle di un uomo che di una donna.
A seguito delle numerose lamentele, la Federazione Mondiale di Atletica aprì un’inchiesta imponendole il test della sessualità, oltre a un anno di stop  con annessa cura ormonale per abbassare il livello di testosterone.
Caster Semenya accetta passivamente commenti e sanzioni ritirandosi in Sudafrica dove sposa la sua fidanzata, si iscrive all’università di Pretoria e si ingentilisce nei modi e nelle forme.
Ritorna sulle scene con i capelli lunghi, truccata, meno potente sulla corsa anche perché meno mascolina.

In Corea nel 2011 e a Londra nel 2012 vince solamente la medaglia d’argento, ma appena ottenuta la sospensione delle regole sull’iperandrogenismo fino al prossimo anno, ossia luglio 2017, si presenta alle olimpiadi di Rio de Janeiro, nelle stesse condizioni…di prima, ovvero sbaragliando il campo sui 400, 800 e 1500 metri!

Al Golden gala di Montecarlo qualche settimana fa  ha stradominato gli 800 metri facendo fermare il cronometro su uno strepitoso 1’55″33 ovvero il miglio tempo mai registrato finora sulla competizione dal 2008!
Non ci vuole molto a pensare che anche lo straordinario record sulla specialità – anch’esso a dire il vero visto con molto sospetto – detenuto ancora dalla russa Kratochvilova e raggiunto il 26 luglio 1983 sulla pista di Monaco con 1’53″28 rischia di essere battuto.
Se però l’attuale record risulta sospetto per motivi mai scoperti e che lasciano pensare al doping russo tanto attuale in queste settimane, i tempi e le vittorie della Semenya risultano essere sospetti perché le regole sugli atleti di sesso incerto sono diventate molto flessibili.

Addirittura nella stessa gara degli 800 metri femminili potrebbero essercene tre di atlete sospette e ciò fa montare ancor di più la polemica tra concorrenti e addetti al settore.
C’è chi difende la Semenya : “Caster è un’atleta formidabile e un’atleta fantastica” dice il suo allenatore Jean Verster che la definisce degna continuatrice di Maria Mutola.
c’è però anche chi la denigra : ” è un uomo e per questo vince” disse di lei Elisa Cusma, sua rivale. Il dibattito rimane ancora aperto.

C’è da scommettere che se la Semenya dovesse vincere l’oro e battere anche il record mondiale di specialità, scorreranno ancora fiumi  di inchiostro…

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