Olimpiadi Rio 2016, Bolt centra la tripletta nella staffetta 4 x 100 e saluta da leggenda: “Ora sono il più grande”

Pubblicato il autore: alessandro marone Segui
Usain Bolt saluta da leggenda.

Usain Bolt saluta da leggenda.

Ancora lui, sempre lui. Dopo la vittoria nei 100 (9’’81) e nei 200 metri (19’’78), Usain Bolt conquista l’oro anche nella staffetta 4 x 100 e centra una tripletta storica: dopo i 3 ori di Pechino 2008 e Londra 2012, ecco i 3 di Rio, in totale fanno 9. Lo aveva detto dopo la vittoria nei 100 metri: “mi servono altri due ori per diventare immortale”. Nella semifinale dei 200 metri lo abbiamo visto tagliare il traguardo per primo in scioltezza e tenendo a bada con il sorriso il giovane canadese De Grasse, che aveva “osato” sfidarlo. In finale è arrivato, come previsto, un altro oro e il gesto di stizza per il mancato record ha presto lasciato posto all’entusiasmo e alla consueta allegria, marchio di fabbrica del “Lampo” giamaicano.

La staffetta 4 x 100 dei Giochi Olimpici di Rio 2016 è stata l’ultima gara di Usain Bolt. Nel 2020, a Tokyo, magari il giamaicano sarà sugli spalti, tra la folla. Quella folla che lo acclama a gran voce, lo venera, lo esalta e al cui abbraccio Bolt non si sottrae mai. E proprio ai suoi fans il campione dedica un tweet: “non avete dubitato di me per un minuto e per questo sarò con voi per sempre

Tutti gli occhi erano puntati su di lui, era la sua notte e Bolt non ha deluso le aspettative: ha trascinato la Giamaica alla vittoria e ha salutato alla grande, da leggenda. A completare il quartetto giamaicano Asafa Powell, Yohan Blake, Nickel Ashmeade; a sbilanciare e spezzare prepotentemente l’equilibrio della gara il “Lampo” con la sua progressione magistrale e maestosa. Decisivo, imprendibile, irraggiungibile: Bolt riceve il testimone per ultimo e si invola verso la vittoria, staccando nettamente tutti gli altri.

Il poker giamaicano si aggiudica l’oro con il tempo di 37 secondi e 27 centesimi. L’argento va ad un sorprendente Giappone (Ryota Yamagata, Shota Iizuka, Yoshihide Kiryu, Aska Cambridge) che centra il tempo record di 37 e 60, beffa per gli Stati Uniti (Mike Rodgers, Justin Gatlin, Tyson Gay, Trayvon Bromell): gli statunitensi riescono ad arrivare terzi con 37 e 62 (Bromell acciaccato, verrà operato al tendine d’achille), ma vengono squalificati per un cambio fuori settore e il bronzo va al Canada. Tra i componenti del quartetto canadese (37 e 64 il tempo) anche il giovane Andre De Grasse, bronzo nei 100 metri e argento nei 200 metri: si dice che possa essere l’erede del “Lampo”…

Al termine della gara i flash sono tutti per lui, la leggenda che saluta i Giochi Olimpici (di cui è stato protagonista assoluto negli ultimi otto anni) e chiude una strepitosa carriera. Sorrisi, immancabile bandiera giamaicana (e stavolta anche quella brasiliana), Bolt festeggia con le solite pose che esaltano pubblico e fotografi ed è raggiante: “Ecco fatto, ora sono il più grande. Sono felice e fiero di me stesso. La pressione c’era, questo risultato per me è un traguardo importante. Come festeggerò? Farò le ore piccole stanotte”.

Domani Usain Bolt compie 30 anni… festeggiamenti più che meritati per il “Lampo”, sinonimo di leggenda.

 

FINALE STAFFETTA 4 X 100 MASCHILE

  1. GIAMAICA (37.27)
  2. GIAPPONE (37.60)
  3. CANADA (37.64)
  4. CINA (37.90)
  5. GRAN BRETAGNA (37.98)
  6. BRASILE (38.91)
  7. TRINIDAD e TOBAGO (squalificati)
  8. STATI UNITI (squalificati)
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