Olimpiadi Rio 2016, Semifinale 200 metri: Bolt vince ridendo, fuori Gatlin. Stanotte (ore 3:30) la finale.

Pubblicato il autore: alessandro marone Segui

Allegro, esuberante, spavaldo, potente e, soprattutto, il più forte. Se qualcuno (chi!?) aveva dei dubbi oppure credeva possibile il verificarsi di sorprese, per l’ennesima volta Usain Bolt ha messo a tacere tutti tagliando il traguardo per primo nella semifinale dei 200 metri delle Olimpiadi di Rio 2016

Usain Bolt sorride al canadese De Grasse che aveva provato a superarlo.

Usain Bolt sorride al canadese De Grasse che aveva provato a superarlo.

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Dopo la vittoria nei 100 metri e la storica tripletta (unico della storia ad aver vinto tre edizioni consecutive delle olimpiadi), il giamaicano detta legge anche nella semifinale dei 200, la seconda più veloce di sempre ai Giochi Olimpici dopo il 19’’ e 73 dello statunitense Mike Marsh a Barcellona nel 1992. 19’’ e 78 il tempo di Bolt, miglior semifinale di sempre per il giamaicano. Ma la sintesi della gara sta tutta in un gesto, in un sorriso denso di significati. A dieci metri dal traguardo il fulmine dà le spalle a tutti gli altri ed ecco il canadese Andre De Grasse (bronzo nei 100 metri) che prova l’affondo, il colpaccio: il giovane (classe 1994, a novembre compirà 22 anni) che sfida il re. Bolt guarda nello specchietto retrovisore, si accorge del tentativo del ragazzo e, senza scomporsi, mantiene (l’incredibile) velocità raggiunta e lancia allo “sfidante” un simpatico sorriso, prima di arrivare primo sulla linea. “Ehi, sei audace…ma dove credi di andare? Il più forte sono io”: più o meno deve aver pensato questo Bolt. De Grasse ha ricambiato il sorriso, stirando semplicemente le labbra e mostrando più difficoltà nel camuffare la stanchezza e la tensione dello sforzo.

A fine gara, Bolt ha commentato così l’episodio: “Andre ha fatto una grossa stupidaggine, in semifinale l’unica cosa intelligente è risparmiare ogni briciolo di energia; potrebbe pagare caro l’errore”. Secondo posto per il canadese, che con 19’’80 firma il record nazionale e migliora il proprio tempo personale; qualcuno lo ha indicato come possibile erede proprio del fenomeno Bolt e il ragazzo promette bene, ma in questo momento il paragone sembra ardito…

A far rumore e a sorprendere è l’eliminazione di Justin Gatlin, per anni rivale di Bolt. Lo statunitense stavolta non viene fischiato, ma, complice un fastidio alla caviglia, con 20’’ 13 non passa il turno. Eliminato l’italiano Matteo Galvan (20’’88) e fuori anche i connazionali di Bolt Nickel Ashmeade (20”31) e Yohan Blake (20”37): in finale ci sarà solo (scusate se è poco) Usain a rappresentare la Giamaica. A sfidare Bolt (anche se molti dicono che si correrà per il secondo posto…) venerdì notte ci saranno, invece, lo statunitense La Shawn Merritt (19’’94), il francese Christophe Lamaitre (20’’01), il panamense Alonso Edward (20’’07), il britannico Adam Gemili (20’’08), il turco Rami Guliyev (20’’09) e l’olandese Churandy Martina (20’’10), classe 1984 e unico superstite (assieme a Bolt) dei Giochi Olimpici di Pechino 2008.

Stanotte alle 3:30 ora italiana l’attesa finale dei 200 metri. Visto l’andazzo della semifinale, ci si aspetta tempi monstre. Occhi puntati, ovviamente, sul super favorito Usain Bolt: tra pochi giorni (21 agosto) il giamaicano compirà 30 anni e ha già annunciato che questi sono gli ultimi scatti di “Lightning Bolt”. In semifinale il giamaicano ha vinto in scioltezza e, è proprio il caso di dirlo, con il sorriso; Bolt è da sempre abituato a smorfie, esultanze stravaganti e appariscenti e flash dei fotografi, ma ora è tempo di fare sul serio e c’è da scommetterci che Usain farà di tutto per salutare con un altro record

 

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