Olimpiadi 2016, Schwazer: “Parto lo stesso per Rio, voglio gareggiare”

Pubblicato il autore: Saverio Crea Segui

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Alex Schwazer partirà per Rio

Alex Schwazer non si arrende. L’atleta altoatesino, tornato alla ribalta dopo la squalifica per doping e trovato di nuovo positivo, vuole andare comunque a Rio. In attesa dell’udienza del Tas, prevista per l’8 agosto, il marciatore italiano ha deciso di partire per il Brasile. “Non riesco a pensare, dopo tutto quello che ho fatto per dimostrare a tutti che potevo combattere, di non avere la possibilità di scendere in pista. Non posso pensare che tutti i controlli a cui mi sono sottoposto, non siano serviti a nulla”.

La vicenda doping

Il nativo di Vipiteno, ha ottenuto grandi successi nella marcia 20 e 50 km. Ha conquistato 2 bronzi nel 2005 e nel 2007 ai Mondiali nella 50 km. Oro nella stessa categoria, ai giochi Olimpici di Pechino 2008. Ulteriore successo negli Europei del 2010, stavolta nella 20 km di marcia. Nel 2012, poco prima dei Giochi di Londra, viene trovato positivo ad un controllo antidoping. Viene sospeso per 3 anni e 6 mesi. Poi torna alle gare, con uno splendido oro nel Mondiali a squadre di marcia 2016, che gli garantisce l’accesso alle Olimpiadi di Rio. Ben presto però, arriva la doccia fredda. Un altro controllo antidoping lo condanna: è di nuovo positivo a sostanze proibite(steroidi). La IAAF lo sospende e da lì comincia la battaglia di Schwazer, insieme al suo allenatore Donati, per dimostrare la sua innocenza ed estraneità dei fatti, considerato anche il suo impegno nel sottoporsi ai test periodicamente. Si comincia a parlare di irregolarità nella provetta, visto che in un primo momento il test era stato negativo. Inizia una lotta contro il tempo, per poter riuscire a gareggiare in Brasile. Ultima mossa, il ricorso al Tas. L’ente darà il suo responso l’8 agosto. Il marciatore in quei giorni, sarà già a Rio.

Le parole di Schwazer su Facebook

“Cari amici, il 6 agosto parto per Rio. Su richiesta della IAAF l’8 agosto avrò un’udienza davanti al TAS per ottenere in un paio di giorni il giudizio che decide definitivamente se potrò o meno partecipare alle olimpiadi. Non so cosa pensare. La confusione di queste settimane è stata tanta e devo dire che è veramente dura mantenere un equilibrio che permetta di affrontare una olimpiade in questa situazione. Sempre che io possa affrontarla. Non riesco a pensare, dopo tutto quello che ho fatto per dimostrare a tutti che potevo tornare a combattere, di arrivare fisicamente a Rio e non avere la possibilità di scendere in pista. Non posso pensare che tutto il lavoro svolto negli ultimi mesi, tutti i controlli a cui mi sono sottoposto, non siano serviti a nulla. All’udienza cercheremo di sostenere la mia innocenza verso le accuse che nelle ultime settimane mi sono state rivolte mostrando l’assoluta linearità di tutti i controlli ematici ed ormonali a cui mi sono sottoposto. Rinnovo i miei ringraziamenti a tutti i professionisti per la determinazione e la passione con cui hanno lavorato e stanno lavorando per me. E per il resto… aspetto.

La nota dei suoi legali

Ecco invece le parole dell’entourage dello sportivo. “Forte della sua innocenza,  Alex vuole assolutamente gareggiare alle Olimpiadi per le quali si è preparato con tanti sacrifici ed un progetto antidoping, unico al mondo, con il Prof. Donati, di assoluta trasparenza. In tale prospettiva ha dovuto accettare, pur consapevole della precarietà istruttoria di un tale processo, le condizioni imposte dalla Iaaf per un procedimento accelerato, con udienza davanti al Tas a Rio, testi collegati solo via Skype, con giudizio pieno nel merito in 1-2 giorni

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