Rio 2016, Alex Schwazer: “Parto per il Brasile perchè voglio gareggiare”

Pubblicato il autore: Andrea Pertile Segui
Fonte: piervittoriobuffa.it

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Alex Schwazer è determinato a far conoscere al mondo intero la sua posizione in relazione alla sua seconda presunta positività al doping emersa dopo un controllo effettuato il primo gennaio scorso. Nonostante la sospensione inflittagli dalla IAAF, il marciatore altoatesino partirà per Rio nelle prossime ore, dove aspetterà anche il verdetto del Tribunale dello Sport di Losanna – riunito proprio nella città carioca per l’occasione – che dovrà pronunciarsi in merito alla sua partecipazione ai Giochi Olimpici, sui quali si alzerà il sipario il prossimo 5 agosto.

Alex Schwazer: “Non posso pensare che il mio lavoro sia stato inutile”

A spiegare la partenza per il Brasile è proprio l’atleta di Racines attraverso la propria pagina Facebook: “Non riesco a pensare, dopo tutto quello che ho fatto per dimostrare a tutti che potevo tornare a combattere, di arrivare fisicamente a Rio e non avere la possibilità di scendere in pista. Non posso pensare che tutto il lavoro svolto negli ultimi mesi, tutti i controlli a cui mi sono sottoposto, non siano serviti a nulla”. Per quanto concerne le speranze di vedere Alex Schwazer competere nei 50 km di Marcia previsti per venerdì 19 agosto, si esprime così: “Non so cosa pensare: la confusione di queste settimane è stata tanta e devo dire che è veramente dura mantenere un equilibrio che permetta di affrontare un’olimpiade in questa situazione. Sempre che io possa affrontarla. Non riesco a pensare, dopo tutto quello che ho fatto per dimostrare a tutti che potevo tornare a combattere, di arrivare fisicamente a Rio e non avere la possibilità di scendere in pista. Dico solo che all’udienza cercherò di sostenere la mia innocenza verso le accuse che nelle ultime settimane mi sono state rivolte mostrando l’assoluta linearita’ di tutti i controlli ematici ed ormonali a cui mi sono sottoposto. Rinnovo i miei ringraziamenti a tutti i professionisti per la determinazione e la passione con cui hanno lavorato e stanno lavorando per me”, conclude la medaglia d’oro a Pechino 2008.

Più tardi il suo entourage ha ribadito il concetto espresso da Alex Schwazer in una nota:  “Forte della sua innocenza – si legge – Alex vuole assolutamente gareggiare alle Olimpiadi per le quali si è preparato con tanti sacrifici ed un progetto antidoping, unico al mondo, con il Prof. Donati, di assoluta trasparenza. In tale prospettiva ha dovuto accettare, pur consapevole della precarietà istruttoria di un tale processo, le condizioni imposte dalla Iaaf per un procedimento accelerato, con udienza davanti al Tas a Rio, testi collegati solo via Skype, con giudizio pieno nel merito in 1-2 giorni”.

Dopo essere stato trovato positivo ad un controllo contro le sostanze proibite alla vigilia dei Giochi di Londra 2012, Alex Schwazer ha scontato una condanna di 3 anni e 6 mesi coinvolgendo anche Carolina Kostner – nota pattinatrice sul ghiaccio e sua fidanzata dell’epoca -, la quale ha subito uno stop di 18 mesi per omessa denuncia, rea di “aver tentato di coprire il marciatore durante un controllo antidoping effettuato dalla WADA affermando che il sig. Schwazer non si trovava in casa al momento della presentazione dei funzionari delegati”, le motivazioni della condanna della pattinatrice espresse dal Tribunale Antidoping del Coni.

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