Rio 2016 atletica: Grenot ottava nei 400, record del mondo per la Wlodarczyk nel martello

Pubblicato il autore: Michele D. Segui

grenot
Giornata di record e prime volte la quarta di finali dell’olimpiade di Londra di Atletica leggera, e giornata che ha visto molti azzurri scendere in pista, con risultati altalenanti.
Partiamo proprio dai nostri rappresentanti: Libania Grenot chiude ottava la finale dei 400 metri, dopo la bellissima gara di ieri che le ha garantito la storica qualificazione, con 51.25, nella gara vinta da Shaunae Miller (49.44)  che resiste a una rimonta tardiva di Allison Felix(49.51),con uno spettacolare tuffo finale ( seconda beffa che l’americana subisce in questo modo, vedi la Prandini ai trials sui 200) . Cosi l’italo-cubana nel dopo gara: “Il mio obiettivo alle Olimpiadi era entrare tra le prime otto, e io sono contenta di averlo raggiunto,anzi, devo dire che è stata una stagione perfetta, che comprende anche l’oro europeo di Amsterdam. C’era un po’ di stanchezza, ovviamente, e credo di aver dato comunque tutto quello che avevo in corpo, non posso rimproverarmi niente. Ora c’è la staffetta 4×400, dove dovremo correre forte” . Positivo l’esordio pure per Ayomide Folorunso e Yadisleidi Pedroso nei 400 ostacoli: la ragazza neanche ventenne di origini nigeriane si piazza terza nella sua batteria con 55.78, mentre l’altra italo-cubana è quarta nella sua con lo stagionale di 55.91, bravissima dopo una stagione iniziata neanche un mese fa per un grave infortunio. Male Marzia Caravelli, 57.77 con una serie di errori nella ritmica.
In mattinata fuori Gloria Hooper nei 200 (23.06), Bamoussa e Floriani ( con infortunio alla caviglia) nei 3000 siepi, e il capitano Fabrizio Donato, fuori per soli 4 cm nel triplo.

Le finali, oltre ai 400 femminili, ha regalato diverse altre emozioni: in mattinata è caduto il record del mondo del lancio del martello,con la polacca Anita Wlodarczyk che ha lanciato l’attrezzo a 82.28m, più di un metro sopra il precedente limite. per lei primo oro olimpico, a precedere la cinese Zhang e la britannica Hitchon, che all’ultimo lancio butta fuori dal podio la veterana Betty Heidler.
Nei 3000 siepi donne altro record sfiorato: la rappresentante del Bahrein, di chiare origini kenyane, Ruth Jebet va a vincere in solitaria in 8:59.77, a poco meno di un secondo dal record di Gulnara Galkina.
In serata invece arriva il bis olimpico di David Rudisha che fa suoi gli 800 in 1:42.15, con una gara diversa da Londra, dove vinse correndo da solo in testa dal primo all’ultimo metro a suon di record del mondo. Qui resta dietro al connazionale Kipketer e poi attacca a metà dell’ultimo giro, portandosi dietro il francese Bosse che poi chiude quarto, infilato dalle rimonte del marocchino Makhloufi e dello statunitense Murphy.
Infine la grande sorpresa dell’asta, che regala al brasile un’oro al termine di una bellissima gara. Tiago Braz, 23enne talento non sempre espresso al meglio, allenato da Vitaly Petrov, vola a 6.03, lasciando attonito il campione in carica Renaud Lavillenie, che domina la gara sino a 5.98, senza errori. A questo punto il brasiliano, ultimo rimasto ma con più errori, decide di passare i 5.98, per giocarsi tutto a 6.03. Il brasiliano li salta incredibilente , Renaud invece sbaglia due volte. Il francese si lascia l’ultimo tentativo a 6.08 ma fallisce. Tutto il brasile può festeggiare.

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