Rio 2016 atletica: uno straordinario Wayde Van Niekerk cancella Michael Johnson nei 400

Pubblicato il autore: Michele D. Segui
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Wayde Van Niekerk cancella Michael Johnson

Spettacolare serata di finali la terza delle olimpiadi di Rio, e non è Usain Bolt a farla da mattatore una volta tanto. Il protagonista assoluto è invece il sudafricano Wayde Van Niekerk, che cancella Michael Johnson stabilendo il primato mondiale dei 400 con un sensazionale 43.03, a un passo dalla barriera dei 43 secondi, migliorando il primato del fortissimo americano stabilito a Siviglia ’99 di 15 centesimi. E dire che in semifinale non era stato granchè il sudafricano, arrivato secondo e per questo relegato in corsia 8, quella esterna che a detta di molti è la corsia peggiore, difficile e senza punti di riferimento. Per lui no: parte a tutta, vola in pista e corre per se stesso e contro il cronometro. I suoi due grandi rivali, Kirani James e LaShawn Merrit, partono forte anch’essi, sopratutto l’americano, ma sono già dietro all’imbocco del rettilineo finale, dove Van Niekerk apre letteralmente il gas e fa il vuoto fino al 43.03 finale. Kirani James arriva secondo al traguardo con un comunque ottimo 43.76, mentre Merrit conclude delusissimo in 43.85. Quarto posto e record nazionale di trinidad per Cedenio, che fa 44.01 Queste le parole del sudafricano : ” Sapevo che potevo fare il record del mondo, ho sognato questa medaglia da lungo tempo. Mi sono ispirato a Michael Johnson e a Bolt, ma pure ai ragazzi che ho battuto oggi, Merrit e James, due campioni olimpici”

Dopo un botto del genereera difficile per Usain Bolt, questo Usain Bolt, fare meglio. Il giamaicano si porta a casa la vittoria con un per lui modestissimo 9.81: dopo una partenza orrenda, Bolt si distende e supera ai 70 metri un deludente Gatlin (9.89), che è il più vecchio a vincere la medaglia nei 100 con 34, poi in sei sotto i 10 secondi. Terzo il canadese De Grasse (9.91), quarto Blake (9.94), quinto il sudafricano Simbine (9.95) e sesto l’ivoriano Meite (9.96). Lontani Brommel e Vicaut. Per Bolt comunque è il terzo oro olimpico consecutivo nei 100, nessuno come lui. Ora i 200 per un’altro tris leggendario.

Buone notizie arrivano dalla semifinale dei 400 femminili per l’italia: Libania Grenot, dopo due tentativi andati a vuoto, centra finalmente la finale olimpica. L’italo-cubana, inserita nella terza semifinale, arriva al terzo posto dopo i due mostri sacri e favorite della vigilia Allison Felix e Shaunae Miller,correndo in 50.60, a 3 decimi dal primato italiano. Questo tempo le vale il primo tempo di ripescaggio e la finale. Queste le sue parole ai microfoni Rai: ” Sono contentissima, ce l’ho fatta. Lo sempre detto che non conta chi ho davanti, se ho la felix o chi che sia, ma devo correre la mia gara e lo fatto. Finalmente dopo Londra e Pechino questa finale, che bello. Ora domani ricomincia tutto, domani tutti nel divano a vedere la finale con la bandiera italiana a tifare la pantera”
Appuntamento quindi per la finale stanotte alle 3.45.
Fuori l’altro italiano in gara, l’altista Silvano Chesani, che sotto gli occhi di Tamberi non fa meglio di 2.22 ma si sapeva, la sua stagione è stata travagliatissima.

Nel triplo donne, oro in 15.17m alla colombiana Caterine Ibarguen, che batte la Venezuelana, di 21 anni, Yulimar Royas (14.98m), e la campionessa uscente Olga Rypakova (14.73m)

 

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