Rio 2016, Bolt domina i 200 metri: è lui l’uomo di questi Giochi?

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Usain Bolt

Usain Bolt si conferma anche nei 200 metri. Secondo Oro a Rio e seconda tripletta olimpica

Alle 3.30 italiane, Usain Bolt vince ancora una medaglia d’oro olimpica, quella dei 200 metri maschili. La conferma di un dominio assoluto, nella velocità dell’atletica leggera e che dura da tre edizioni dei giochi, Pechino 2008 Londra 2012 e ora Rio 2016.
Non è stato record del mondo ma comunque prestazione di livello assoluto, 19″78.

Re dei giochi

Se l’atletica leggera è riconosciuta come la regina dei giochi, allora Usain Bolt si può considerare il suo re e può ambire di diritto anche a quello di personaggio dei giochi olimpici di Rio 2016.
Impianti semivuoti ovunque e soprattutto lo stadio d’atletica ad eccezione delle gare con i brasiliani protagonisti o appunto il vero idolo venuto dalla Jamaica sulle ali del vento e della straordinaria capacità di costruire il personaggio.
Uomo dei record, inossidabile anche se, come dice anche lui stesso, non più il ragazzo di un tempo, ha raggiunto l’obiettivo minimo di stagione e dimostrato ancora una volta chi sia il più forte, se mai ce ne fosse stato bisogno.
Un ego tracotante ma coinvolgente con tanto di post e foto degli atleti allo stadio con il “divino” da poter portare sui social.

Ma è veramente Bolt l’uomo dei giochi di Rio 2016?

Per quanto detto e per la risonanza e l’importanza che l’atletica leggera riveste nel mondo dello sport e in particolare di quelli olimpici, non ci sarebbe da avere dubbi in merito a chi sia l’uomo simbolo di Rio ma con una più oggettiva e attenta analisi dei risultati anche altri protagonisti potrebbero appellarsi alla giuria elettiva.
Michael Phelps è da considerarsi un esempio di longevità sportiva, di talento purissimo. Parliamo di nuoto e di stati uniti d’America. Parliamo di vincitore di 24 medaglie olimpiche, uomo dei record a Londra, con 8 ori, e a Rio confermatosi vincitore per la quarta volta consecutiva dei 200 misti, specialità nella specialità.
Popolare e internazionale, simbolo e uomo immagine delle pubblicità, con alle spalle anche un periodo oscuro di alcolismo. Nell’edizione della rinascita e dell’integrazione Phelps è un bel concorrente.
E gli altri? Pochi hanno saputo anche solo avvicinarsi alle gesta degli americani (Jamaica e USA) ma tra questi rari esempi sarebbe il caso di guardare in casa nostra ed essere orgogliosi di Nicolò Campriani, eroe del tiro, carabina 10 metri e tre posizioni da 50 metri. Ha saputo bissare e migliorare i risultati di Londra in una specialità difficile soprattutto per la necessaria concentrazione e precisione. Fu argento e oro a Londra, a Rio ha doppiato l’oro.
E ancora per voler esser proprio sciovinisti, una delle più belle immagini è stata la vittoria di Elia Viviani nell’omnium, specialità multipla del ciclismo su pista. Beffato a Londra dove finì quarto con tanti rimpianti, ha saputo emozionare ed emozionarsi, migliorando nell’inseguimento grazie alla “ritrovata” squadra italiana e al commissario tecnico Marco Villa, alla sua tenacia nel voler raggiungere il traguardo nonostante l’intensa attività su strada. Ha seguito addirittura in prima persona i lavori del velodromo che sembrava non potessero terminare con i giochi olimpici. “Ordem e progresso” sulla bandiera brasiliana e nell’oro italiano di Elia Viviani

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