Rio 2016 : Elaine Thompson vince anche i 200, niente oro per l’olandese Volante Dafne Schippers

Pubblicato il autore: Michele D. Segui

Elaine Thompson e Dafne Schippers
Era stata la gara più spettacolare e dal contenuto tecnico più alto, agli scorsi mondiali di Pechino, quella dei 200 metri femminili, e aveva visto un testa a testa fino all’ultimo metro tra l’olandese volante Dafne Schippers e la giamaicana Elaine Thompson finire a favore della ragazza orange , con 21.63 contro 21.68, terzo e quinto tempo di sempre. Quest’anno è invece la giamaicana, già vincitrice dei 100 , ad avere la rivincita e a trionfare sulla pista olimpica di Rio. La gara si sviluppa sulla falsariga di quella di 12 mesi fa, con la Thompson che parte forte e la Schippers a inseguire, piuttosto indietro. Alla curva, la giamaicana ha più di un metro di vantaggio, e nel rettilineo comincia la rimonta dell’olandese, che però stavolta non si concretizza, nonostante un tentativo di tuffo disperato sul traguardo. Vince quindi la Thompson in 21.78, e non riesce quindi l’impresa alla Schippers, che forse ha patito troppo l’attesa che era riposta su di lei: molto tirata, un sorriso appena abbozzato in presentazione, è parsa moto più contratta rispetto a Pechino. Per lei comunque la soddisfazione non da poco dell’argento olimpico, con 21.88 che è il suo secondo miglior tempo in carriera. Completa il podio l’americana Tori Bowie in 22.15, altro legno invece per la miglioratissima ivoriana Ta Lou, che tra 100 e 200 ha perso due medaglie per 7 centesimi. Ottava un bravissima Ivet Lalova.

E’ un trionfo americano invece nei 100 ostacoli, dove le tre ragazze USA monopilizzano il podio. La gara, orfana tra l’altro della primatista mondiale Kendra Harrison, va a Brianna Rollins in 12.48, davanti alla mamma Nia Ali in 12.59 e a Kirsti Caistlin, che dopo una partenza incerta rimonta la britannica, anch’essa americana d’origine, Cindy Ofili, e arriva terza in 12.61, contro il 12.63 della rivale. Non riesce l’impresa stavolta alla tedesca Roleder, che chiude quinta.

Non sbagliano i Kenyani nei 3000 siepi: questa volta è Conseslus Kipruto a mettersi al collo l’oro, in una gara dove l’americano Evan Jaeger impone un ritmo esagerato che miete tante vittime: alla fine rimangono lui, Kipruto e il bi-olimpionico Ezequiel Kemboi, che si giocano il podio. Kipruto fugge nell’ultimo giro e vince in solitaria in 8:03.28 , mentre l’americano sconfigge il 34enne Kemboi allo sprint. Kemboi verrà poi squalificato per aver messo un piede fuori pistapoco dopo la riviera: un errore veniale peraltro in una situazione in cui il kenyano è stato quasi spinto fuori e poco ci poteva fare. Fatto sta che solo così l’antipaticissimo francese Mekhissi Benabbad (quello dei pugni alla ragazzina mascotte e delle risse con i compagni di squadra in pista), arrivato ore dopo e autore del reclamo con la sua federazione, poteva vincere la sua medaglia: contento lui. Kemboi invece si ritira dopo una carriera straordinaria.

Nella semifinali dei 200 uomini, Usain Bolt controlla agilmente vincendo la sua semifinale passeggiando in 19.78, con il canadese De Grasse che arriva al record nazionale in 19.80 e che tenta di affiancarlo. Fuori a sorpresa Gatlin, che è il primo degli esclusi arrivando terzo nella sua semifinale in 20.13. In finale anche Edwards, Lemaitre, Gemili, Guliyew, Merrit. Fuori Galvan , ultimo in 20.88

Nella finale del lungo donne, altra doppietta americana, con la meno quotata, Tianna Bartoletta , che tira lo scherzetto a Brittney Reese, impedendole il bis olimpico dopo l’oro di Londra. Gara incerta, che si accende alla quinta serie di salti: la Bartoletta, fino ad allora in testa con 6.95, viene passata prima dalla Reese, fino ad allora solo tre nulli e un 6.79,che vola a 7.09, e poi dalla serba Ivana Spanovic, che vola al record nazionale in 7.08: qui qualcosa scatta nell’americana che va in pedana e salta fino a 7.17, record personale. Nell’ultima serie, la Reese si avvicina pericolosamente sino a 7.15, ma non basta. Delude la leader stagionale Sostene Moguenara: la tedesca è 10° e fuori dai tre salti di finale. I suoi saltoni oltre 7 metri in Germania ormai non fanno più testo, dato che non riesce mai a ripetersi.

Infine sorpresissima nel martello: fuori Pawel Fajdek, il favoritissimo, per cui gli 80m sono un giochino da ragazzi.
Il polacco litiga con la pedana e lancia solo 72.00m: si butta sulla pista in lacrime, per lui il sogno olimpico finisce qui.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: