Rio2016, il Tas ha deciso: Schwazer squalificato per 8 anni

Pubblicato il autore: Luca Ludovici Segui

alex schwazer
Il Tas non ha fatto sconti al marciatore altoatesino Alex Schwazer: otto anni di squalifica, che tradotti significano niente Rio e fine della sua carriera. Una batosta che l’atleta italiano non si aspettava dopo l’udienza fiume di due giorni fa che aveva aperto qualche barlume di speranza. Niente da fare, il Tribunale di arbitrato sportivo lo ha condannato per la nuova positività a uno steroide sintetico rilevata in un controllo del 1 gennaio scorso.
Queste le sue parole a caldo:”Sono distrutto, non mi sembrava che l’udienza fosse poi andata così male, per questo ho voluto crederci fino alla fine. Di quelle dieci ore che abbiamo parlato dove Donati ha presentato il suo power point, non è rimasto nulla, solo una grande amarezza. Non conosco ancora le motivazioni ma mi pare si siano limitati ad una semplice cosa tecnica. Credevo di poter partecipare alle Olimpiadi di Rio, è da oltre un anno che lavoro e facendo parecchi sacrifici, soprattutto economici
Il tecnico Sandro Donati, in conferenza, lo difende con convinzione: “E’ evidente un fine persecutorio nei confronti si Alex. Di riffa o di raffa doveano eliminare Schwazer. Non parlerò della mia persona, ho una certa età. Ad Alex hanno stroncato la vita. Stamattina ha marciato per una quarantina di km a una velocità che tolti uno o due marciatori nessuno saprebbe tenere nemmeno in gara. E’ evidente che era facile incolpare uno con un precedente. Poi avete visto con quale tecnica, anche medici interessati da procedimenti giudiziario, si siano affrettati a definirlo persino “bipolare”. Alex è lineare, coerente, semplice, affidabile. Ha sbagliato una volta, con sua quota di responsabilità coinvolgendo anche la Kostner in una cosa in cui non entrava niente. Ma in quel periodo è stato abbandonato a sé stesso. Non gli è stato dato un allenatore adeguato. Qualcuno gli ha prescritto un antidepressivo per email. Sapevano che aveva incontrato il dott. Michele Ferrari e nessuno è intervenuto. Gli hanno permesso di andare in Germania per un mese. Tutti si sono sottratti, il Coni e la federazione”. Ora cosa sarà di voi? “Alex è cresciuto tanto in questi anni e ha l’equilibrio per affrontare la vita anche fuori dall’atletica. Lui dopo Rio l’avrebbe abbandonata comunque dopo Rio. C’è stata un’opera di delegittimazione di Schwazer appena ha iniziato a lavorare con me, con foto mandate in giro. Ex miracolati di Conconi. Alex marcia alla grande, non gli è mai stato alzato un cartellino rosso. Si è pagato tutto di tasca sua, e lo hanno accusato di fare marketing”.
Non le mandano a dire, invece, il saltatore Gianmarco Tamberi e Elisa Di Francisca, argento nel fioretto: “Mi chiedete se 8 anni sono giusti? Non sono io a dovermi esprimere, ma Schwazer è stato trovato positivo due volte, e questo non sono io a dirlo…”. L’atleta azzurro ribadisce la sua posizione: “Mi ero espresso prima di questa nuova positività, ho sempre pensato che un’atleta pizzicato per doping non debba più vestire la maglia azzurra perché non rappresenta più i valori della nazionale“.
Elisa Di Francisca: “Non ho mai barato, non ho mai pagato nessuno per farmi vincere. Ho la coscienza pulita perché non mi sono mai dopata in vita mia. Questa è la mia linea e lo sarà sempre, i risultati li voglio ottenere solo attraverso i miei sacrifici. Sta a ognuno di noi comportarsi bene”.

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