Cala il sipario sulla Diamond League: Sandi Morris vola sopra i 5 metri nell’asta

Pubblicato il autore: Michele D. Segui
Sandi Morris vola sopra i 5 metri, la terza nella storia a farlo

Sandi Morris vola sopra i 5 metri, la terza nella storia a farlo, la seconda all’aperto

La Diamond League 2016 arriva ai suoi titoli di coda per questa stagione, con l’ultima tappa al “Memorial Van Damme” di Bruxelles. A illuminare la serata sono state su tutti l’asta femminile, che regala il primo sopra 5 metri della stagione, grazie al volo della statunitense Sandi Morris, e i 100 donne dove Elaine Thompson si conferma in forma stratosferica correndo per la terza volta in stagione in 10.72, ma non sono mancati buoni risultati e spettacolo dalle altre gare.

Partiamo proprio dalla gara dell’asta, dove Sandi Morris diventa la terza donna nella storia a scavalcare lo storico muro dei 5 metri, dopo Yelena Isinbaeva e Jenn Suhr, con 5 metri tondi tondi. All’aperto è la seconda, visto che la connazionale Suhr ha saltato 5.03 indoor. Gara fenomenale che l’ha vista scavalcare prima 4.94 di primato al primo tentativo, poi il 5 metri al secondo, con la barra che viene colpita ripetutamente, balla e traballa per 5 lunghi secondi ma non cade, con la Morris che la prega di non cadere prima di lasciarsi andare a un grande festeggiamento tra il boato del pubblico, e a tre tentativi al record del mondo di 5.07, obbiettivamente troppo. Queste le sue parole in conferenza: ” E’ stato fantastico. Ho toccato la barra che ha ballato e ho pensato potesse cadere ho detto o mio dio ce l’ho fatta 5 metri. E’ la mia prima esperienza qui ed è fantastico, il pubblico è fenomenale”. Secondo posto per la greca campionessa olimpica, la Stefanidi,  che vince la Diamond Race.

Nei 100 donne la giamaicana bicampionessa olimpica Elaine Thompson stravince ancora con 10.72 (0,6) ,davanti a  Dafne Schippers (10.97). Per lei terza volta intorno al 10.70 in una stagione chel’ha vista consacrata totalmente come regina della velocità.

C’erano due attacchi annunciati al record del mondo ma nessuno è andato a buon fine: sui 5000 metri  l’etiope Almaz Ayana  chiude con 14:18.89: troppo lento il passo inziale per una Ayana che poi ha accellerato ma non abbastanza per recuperare il tempo perduto.Il keniano Conseslus Kipruto, nei 3000 siepi, si accontenta di 8:03.74, tallonato dallo statunitense Jaeger che chiude in 8:04.01

Caster Semenya l’aveva già detto in stagione che si sentiva competitiva pure sui 400, tanto da inserirli nel suo programma olimpico per poi toglierli all’ultimo secondo. La vittoria in 50.40 dimostra che la sudafricana può fare bene anche in questa distanza:sconfitte al photofinish con una bella rimonta finale la statunitense Okolo e la McPherson, che crolla negli ultimi metri, entrambe 50.51. Settimo posto della nostra Libania Grenot in 51.65
Belle gare nei 200 e negli 800 metri uomini, con finali avvincenti al photofinish: i 200 sono vinti dal giamaicano Julian Forte con 19.97 davanti al britannico Adam Gemili, stesso tempo, e all’olandese Churandy Martina in 19.98. Gli 800 sono stati vinti da Adam Kszczot in 1:44.36 davanti a Bett, Tuka, Rotich tutti in pochi centesimi.
Nei 400hs donne la statunitense Cassandra Tate vince gara (54.47) e Diamond Race, dopo il crollo della rivale diretta Doyle, quinta. Orlando Ortega invece fa suoi i 100 ostacoli in 13.08 davanti a Pascal Martinot-Lagarde(13.12) e a Dimitri Bascou. Al keniano Timothy Cheruiyot i 1500 metri in 3:31.34, battuti Iguider e Kiprop che rimane in testa alla diamond race.

Lo statunitense Erik Kynard conquista l’alto con 2,32 e si aggiudica la diamond race, in una gara in cui Bondarenko esce subito a 2.20, mentre anche Barshim e Grabarz lasciano la compagnia a 2.32 ma  con più errori. Grande risultato tecnico nel lungo del sudafricano Luvo Manyonga, che plana a 8.48. Alla Ibarguen il triplo con 14.66,
allo svedese Stahl il disco (65,78), alla lettone Palameika il giavellotto con il primato nazionale di 66,11, mentre Michelle Carter ha vinto nel peso disputato ieri in piazza a Bruxelles, battendo Valerie Adams che però vince il montepremi.

Infine, da segnalare sopratutto il momento più emozionante per gli spettatori belgi, con la consegna, con ben 8 anni di ritardo, della medaglia d’oro olimpica di Pechino 2008 alla 4×100 femminile belga: Jacques Rogge ha premiato ufficialmente le 4 ragazze, ossia Kim Gevaert, Elodie Ouedraogo, Hanna Marien e Olivia Borlee , che arrivarono seconde nella gara vinta dalla Russia che presentava un’atleta dopata, la Chermoshanskaya, scovata positiva per due sostanze poco tempo fa nei re-test . Meglio tardi che mai.

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